Autostrade: intesa Pd-M5S su revisione concessioni, slitta revoca (Sole)

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“Le nostre infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che va avviata la revisione delle concessioni autostradali, che garantisca maggiori investimenti, manutenzioni, tutela degli utenti e che rafforzi il sistema della vigilanza in ordine alla sicurezza infrastrutturale”.

È quanto si legge nel documento programmatico congiunto preparato da M5S e Pd riportato dal Sole 24 Ore. Una direzione di marcia confermata ieri dall’ex ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio: “una revisione delle concessioni pubbliche, non solo quella di Autostrade, ci trova perfettamente d’accordo”. Sulla revoca, invece, l’intesa prevede tempi più lunghi e soprattutto che sia il premier Conte a decidere. Le tre righe nel documento programmatico congiunto preparato da M5S e Pd per il premier incaricato Conte danno comunque già un’idea chiara di dove le due forze politiche vogliono andare a parare per risolvere, con un compromesso onorevole, una delle questioni più spinose del programma di governo. Si tratta di archiviare pesanti contrasti alzando l’orizzonte. Il documento dà la direzione di marcia ma non dice ancora tutto.

Due sono gli elementi da aggiungere per completare il quadro e capire che il compromesso raggiunto, almeno in questa fase, è più solido delle tre righe di sintesi inserite nel documento di programma. Il primo elemento è che cosa significhi una «revisione» che accresca investimenti e manutenzioni e tuteli gli utenti. Chi, come Delrio, conosce bene la materia, non ha problemi a cercare il riferimento giusto. E il riferimento trovato è alla delibera 71/2019 dell’Autorità di regolazione dei trasporti che ha avviato, lo scorso giugno, il processo di riforma delle tariffe autostradali, definendo un solo metodo tariffario per tutte le concessionarie: un vero price cap che premi i miglioramenti di efficienza della gestione e l’effettiva e tempestiva realizzazione degli investimenti programmati.

Non solo. Il meccanismo su cui sta maturando la convergenza M5S-Pd prevede anche una penalità applicabile nel caso in cui il ritardo nell’effettuazione degli investimenti sia imputabile al concessionario. Le regole varrebbero per tutti i concessionari. Una «revisione» seria e condivisa della materia concessoria – che potrebbe poi allargarsi ad altri settori – consentirebbe di prendere tempo e smorzare il confronto sull’altro tema, spinosissimo ma assente dalla bozza di accordo, della revoca della concessione ad Aspi. E qui subentra il secondo elemento da tenere presente nell’ambito delle pre-intese di governo. I Cinquestelle non intendono ammainare la bandiera. Lo ha confermato proprio ieri il capogruppo al Senato, Stefano Patuanelli, affermando che “siamo convinti che quando si parla di concessioni autostradali è giusto parlare di revisione ma non possiamo giocare con le parole: il crollo del ponte Morandi deve portare a una revoca delle concessioni. È un tema che dovremo affrontare”. In ogni caso, “deciderà Conte”. Una tregua sembra profilarsi, quindi,almeno in termini di tempi di discussione e di arbitro nella contesa. Il Pd è nettamente contrario ad avventurarsi in un procedimento amministrativo di revoca della concessione che esporrebbe il governo al rischio di pesanti risarcimenti e bloccherebbe i principali investimenti autostradali. L’intesa , tuttavia, è di lasciare a Conte la valutazione finale.

red/alu

 

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