Bitcoin: in affanno sotto 10 mila usd (MF)

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Estate deludente per il bitcoin. Dopo la cavalcata che lo aveva portato dai 3.200 dollari di metà dicembre ai 12.576 dollari del 10 luglio, facendo sognare un ritorno alle vette del dicembre 2017, quando era arrivato a sfiorare quota 20 mila, qualcosa si è inceppato.

Dopo aver vivacchiato per qualche settimana (la scarsa volatilità di solito è il preannuncio di forti e improvvisi movimenti al rialzo o al ribasso), scrive MF, due giorni fa il bitcoin è tornato sotto quota 10 mila perdendo 600 dollari nel giro di mezz’ora. Ieri il ribasso è proseguito: in serata la prima delle criptovalute si aggirava intorno ai 9.470 dollari, segnando un ribasso del 7,4% rispetto a 24 ore prima. Come al solito è sempre difficile dare delle spiegazioni ai movimenti del bitcoin. Di certo oggi scadono i future del bitcoin sul Cme, evento in prossimità del quale di solito aumenta la volatilità. Altra certezza è che non appena il bitcoin accusa forti ribassi rialzano la testa i critici (ma forse sarebbe più appropriato chiamarli hater).

Ieri è intervenuto Peter Schiff, ceo di Euro Pacific Capital, noto per essere un grande sostenitore dell’oro. «Ancora una volta, il bitcoin dimostra di non essere un bene rifugio. Venerdì scorso le crescenti tensioni commerciali hanno fatto precipitare il valore dei mercati globali. Gli investitori hanno pertanto cercato rifugio in asset considerati sicuri: lo yen giapponese, il franco svizzero e soprattutto l’oro hanno registrato ottimi incrementi. Ciononostante, il prezzo del bitcoin è diminuito persino più di quello delle azioni!».

red/fch

 

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