Brexit: Johnson, possibilità di accordo con Ue stanno aumentando

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Il premier britannico, Boris Johnson ha dichiarato a Sky News che le possibilità di un accordo sulla Brexit stanno “aumentando” dopo che ha recapitato ai leader europei il proprio messaggio sulla proposta di divorzio da 39 miliardi di sterline e il backstop irlandese.

Il primo ministro, parlando al vertice del G7 a Biarritz, in Francia, ha affermato che vi è una “ragionevole possibilità” che il Regno Unito lasci l’Ue il 31 ottobre con un accordo di uscita. Johnson ha però ribadito la propria posizione secondo cui l’attuale intesa sulla Brexit è “morta” e ha avvertito che senza un accordo, il Regno Unito non è legalmente obbligato a pagare i 39 miliardi di sterline dovuti all’Ue dopo l’uscita.

Prima di incontrare il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, a margine del vertice, Johnson ha detto a Sky News che un accordo sulla Brexit o un no-deal dipende “interamente” dall’Ue. “Penso che negli ultimi giorni abbiamo avuto un bel po’ di successo inviando alcuni messaggi su ciò che il Regno Unito può fare e non può fare. Cerchiamo di essere chiari, penso che al momento ci sia una ragionevole possibilità di raggiungere un accordo. Per ottenere quell’intesa, però, dobbiamo prepararci a uscire senza uno”, ha detto Johnson.

Il premier britannico la scorsa settimana si è recato a Berlino e a Parigi per tenere colloqui con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Emmanuel Macron. Alla domanda se un accordo sulla Brexit fosse più o meno probabile dopo quegli incontri, il primo ministro ha dichiarato che “sono un ottimista. Penso che le possibilità di un’intesa stiano aumentando ma deve esserci molto realismo da parte dei nostri amici sul fatto che l’accordo di ritiro è morto. Il testo che il parlamento britannico ha respinto tre volte non può ora essere fatto passare”.

“Fondamentalmente, il problema di quell’accordo è che manterrebbe il Regno Unito bloccato negli accordi commerciali e nel diritto dell’Ue senza che il Regno Unito possa esprimersi al riguardo. Ecco perché è totalmente inaccettabile”, ha dichiarato Johnson.

Il premier non ha confermato di aver detto o meno a Merkel o Macron che il Regno Unito non pagherà l’intera somma di divorzio dall’Ue in caso di una Brexit senza accordo ma ha affermato che i due leader “comprendono che se non ci sarà un’intesa, i 39 miliardi di sterline non verranno più promessi legalmente”.

Tusk ha suggerito che Johnson non vorrà passare alla storia come “il signor no-deal”. Prima dell’incontro con Tusk, Johnson ha affermato che “le persone che saranno responsabili di un no-deal non si trovano nel Regno Unito, non vogliamo un no-deal. Semplicemente non è possibile per noi un accordo che contenga il backstop nel modo che ho descritto, che ci tiene bloccati negli accordi dell’Ue. Ho spiegato ciò ai nostri amici e penso che studieranno una via da seguire.”

Johnson ha affermato che durante il G7 si è trovato d’accordo con Tusk “sulla maggior parte delle questioni sollevate, dall’Ucraina, alla Russia o all’Iran, fino a Hong Kong- E’ una dimostrazione della vicinanza del Regno Unito ai nostri amici europei che persisterà oltre il 31 ottobre, qualunque cosa accadrà”. Tusk ha risposto alle affermazioni del primo ministro britannico dicendo che “non potrei essere più d’accordo”.

Un funzionario del governo britannico ha rivelato che Johnson ha ribadito al presidente del Consiglio europeo che il Regno Unito lascerà l’Ue in meno di 68 giorni con o senza un accordo perchè “dobbiamo rispettare il risultato del referendum”.

Johnson ha anche minimizzato l’impatto sul Regno Unito di una Brexit senza accordo, nonostante abbia ammesso che “potrebbero esserci degli ostacoli da affrontare. E’ altamente improbabile che ci siano carenze alimentari di qualsiasi tipo” nei negozi britannici qualora l’Uk dovesse lasciare l’Ue con un no-deal.

“Possiamo farcela, penso che questo sia un grande, grande Paese e possiamo facilmente far fronte all’uscita dall’Ue senza un accordo”, ha detto il primo ministro.

cos

 

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