Crisi governo: oltre 240mila operai rischiano il posto, fermi i dossier sul tavolo del Mise

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La crisi di governo ferma i dossier aperti sulle aziende in crisi, da Ilva a Whirlpool, da Bekaert a Embraco, mettendo a rischio il futuro di oltre 240mila operai in Italia. I sindacati Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello unitario, affinché le forze politiche mettano al centro gli interessi del paese per far uscire l’Italia dall’incertezza.

Secondo quanto ricostruito da La Repubblica, nell’articolo pubblicato oggi, i tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo Economico (Mise) sono 158, i lavoratori coinvolti oltre 240mila. Tra i dossier ancora irrisolti, spiccano quello dell’Ilva di Taranto che, ricorda il quotidiano, senza il ripristino dell’immunità penale per i manager, il 6 settembre potrebbe essere abbandonata da ArcelorMittal. La Blutec di…

Tutto bloccato, anche perché il decreto per le imprese varato dal Consiglio dei ministri il 6 agosto scorso non arriva alla Gazzetta Ufficiale, mettendo a rischio lo sblocco di 3,5 milioni di ammortizzazioni sociali da distribuire nelle diverse emergenze industriali. Ma non solo. Lo stesso decreto prevedeva anche le prime tutele per i rider, un fondo per ridurre i prezzi dell’energia per le imprese e la possibilità che il fondo per il diritto al lavoro dei disabili venisse alimentato anche da contributi volontari. Il decreto era stato approvato con la formula “salvo intese” e quindi con possibili ulteriori modifiche prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e quindi dell’entrata in vigore.

Cgil-Cisl-Uil, grande preoccupazione 
“Grande preoccupazione per l’attuale situazione di instabilità politica prodotta in pieno periodo feriale”. L’hanno espressa ieri in una nota congiunta Cgil, Cisl e…
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