WALL STREET: Apple e progressi Usa-Cina sostengono lieve rialzo

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Wall Street prosegue la seduta in lieve rialzo, con il

settore tecnologico che ha recuperato parte delle perdite registrate negli

ultimi giorni grazie al lancio dei nuovi prodotti Apple. Il titolo del

colosso del tech statunitense guadagna l’1,5% dopo che, ieri, ha

presentato tre nuovi iPhone, oltre l’Apple Watch e un servizio televisivo

TV+

A sostenere il sentiment di mercato è stato inoltre l’annuncio di

esenzione per 16 categorie di prodotti statunitensi (dal mangime per i

pesci ai pesticidi) dei dazi del 25% imposti nel luglio 2018. Tale misura,

che sará efficace dal prossimo 17 settembre per un anno, rappresenta un

primo passo concreto di avvicinamento tra le parti. Ulteriori cicli di

esenzioni saranno annunciati a tempo debito, hanno fatto sapere fonti

cinesi.

Il Dow Jones è in rialzo dello 0,24%, l’S&P 500 dello 0,28% e il Nasdaq

Composite dello 0,5%.

Gli investitori non dovrebbero dare troppo peso alla decisione della

Cina di esonerare alcuni prodotti statunitensi dall’aumento delle tariffe,

avvertono da Henderson Rowe. Secondo quanto riferito, Pechino si è

impegnata a esonerare 16 beni americani da un ulteriore sovrapprezzo,

compresi alimenti per bestiame, farmaci antitumorali e lubrificanti.

Alcuni analisti hanno affermato che la mossa segnala la volontá del

Governo cinese ad impegnarsi seriamente nei colloqui commerciali il mese

prossimo. Tuttavia, il capo della ricerca di Henderson, Artur Baluszynski,

sostiene che le tariffe cinesi che contano davvero sono quelle sui

prodotti agricoli e manifatturieri statunitensi. “Semplicemente non

crediamo che la Cina sia disposta a negoziare” con gli Stati Uniti prima

che la campagna elettorale per le “elezioni presidenziali inizi davvero”,

precisa lo strategist.

“Il tema della guerra commerciale continua ad avere ripercussioni

negative e l’impatto indiretto dell’incertezza pesa sulla fiducia delle

imprese”, osserva Anja Eijking di Bmo Global Asset Management. “Riteniamo

che le prolungate tensioni tra Stati Uniti e Cina rappresentino il rischio

principale per la crescita globale e anche se i modelli sembrano indicare

che l’impatto diretto della guerra commerciale sull’economia statunitense

e cinese sia relativamente modesto, gli effetti indiretti della riduzione

degli investimenti e della fiducia dei consumatori potrebbe essere molto

maggiore. Inoltre, la flessione del commercio globale colpisce in

particolare economie come l’Europa, e una crescita minore si

ripercuoterebbe sull’economia mondiale”, conclude Eijking.

Sul fronte di politica monetaria, il presidente degli Stati Uniti ha

affermato che “la Federal Reserve dovrebbe tagliare i tassi d’interesse a

zero, o sotto zero, e poi dovremmo iniziare a rifinanziare il nostro

debito. Il costo del denaro dovrebbe essere rivisto fortemente al ribasso

e a lungo”. Trump ha poi aggiunto che “gli Stati Uniti dovrebbero sempre

pagare il tasso d’interesse piú basso”. Negli Usa “non c’è inflazione!

E’ l’ingenuitá di Jerome Powell e della Fed che non ci consente di fare

ciò che gli altri Paesi stanno facendo. Un’occasione irripetibile che

stiamo perdendo a causa della loro testardaggine”, ha concluso l’inquilino

della Casa Bianca.

Alcune prove evidenziano che con i suggerimenti di Donald Trump

avrebbero spinto l’espansione in un fossato. L’inquilino della Casa Bianca

vorrebbe che la Fed tagliasse i tassi d’interesse allo zero o addirittura

sotto lo zero, un evento che non è accaduto neanche nel pieno della crisi

finanziaria. Dopo il lieve accomodamento monetario adottato dalla Fed a

luglio, i consumatori statunitensi hanno cominciato a temere che

l’economia del Paese fosse in pericolo e avesse bisogno di un supporto,

secondo un recente rapporto dell’Universitá del Michigan. Fare ciò che

vuole Trump peggiorerebbe solo le cose.

Nel frattempo gli operatori rimangono in attesa della riunione della

Banca centrale europea di domani, durante la quale i funzionari dovrebbero

lanciare un pacchetto di misure di stimolo a sostegno della crescita

economica. “In vista della riunione della Bce, gli operatori stanno

riducendo le aspettative sull’entitá dell’accomodamento monetario”,

afferma Antoine Bouvet di Ing.

Il mercato sembra avere piú fiducia nella possibilitá

che la Banca centrale europea tagli i tassi piuttosto che riavvii il

programma di acquisto di attivitá, commenta Marc Chandler di Bannockburn

Global Forex. Molti osservatori si aspettano inoltre che la Bce introduca

un sistema multilivello sui tassi, una misura che mitigherebbe l’impatto

di un tasso di deposito ancora piú negativo sull’utile delle banche. Per

quanto riguarda un nuovo programma di allentamento quantitativo, Chandler

osserva che la mancata consegna del Qe, o del segnale che il Qe verrá

erogato, potrebbe stimolare un drammatico aumento dei tassi europei.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici, i prezzi alla produzione per

la domanda finale negli Usa sono saliti dello 0,1% a livello mensile ad

agosto, in linea al consenso degli economisti. Il dato di luglio è stato

confermato al +0,2% m/m. Sempre lo scorso mese, i prezzi alla produzione

core sono saliti dello 0,3%, in questo caso superiore alle attese (al

+0,2% m/m) e quelli per consumi personali sono aumentati dello 0,3% m/m.

A pesare sulla lettura complessiva sono stati soprattutto i prezzi

volatili di cibo ed energia. Escludendo tali componenti infatti, il dato è

cresciuto dello 0,3%. I prezzi dei servizi sono inoltre aumentati del 2,7%

nel corso dell’anno, spinti al rialzo dai prezzi commerciali, dei

trasporti e del magazzinaggio, mentre quelli dei beni sono calati dello

0,1%. Gli investitori rimangono in attesa dei dati sull’indice dei prezzi

al consumo, attesi per domani, per avere un quadro piú dettagliato

dell’impatto dell’aumento dei prezzi alla produzione sulle famiglie

americane.

Il cambio euro/usd è in netto calo a quota 1,0998. Sull’obbligazionario

il costo di finanziamento del T-Note decennale è poco mosso all’1,725% e

quello biennale all’1,658%.

voc

valentina.corsi@mfdowjones.it

 

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