WALL STREET: forte volatilità dopo Ism servizi sotto attese

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La seduta prosegue all’insegna della volatilità a Wall Street. Gli indici principali, che avevano aperto in territorio leggermente positivo, sono bruscamente calati, arrivando a perdere oltre l’1%, dopo la pubblicazione dell’Ism non manifatturiero degli Stati Uniti di settembre, che ha nettamente deluso le attese.

L’azionario ha poi gradualmente recuperato e il Dow Jones è sulla parità, mentre l’S&P 500 avanza dello 0,21%. Il Nasdaq Composite guadagna lo 0,43%.

A guidare il rialzo è la prospettiva che i deboli dati spingano la Fed ad allentare ulteriormente la politica monetaria. Dopo la lettura deludente dell’indice Ism non manifatturiero a settembre, gli investitori ritengono più probabile che la Federal Reserve tagli i tassi d’interesse piú volte prima di fine dell’anno. Secondo i future sui Fed Funds, la probabilitá di due riduzioni del costo del denaro entro fine 2019 sono aumentate al 53% dal 39% di ieri e dal 19% di una settimana fa.

L’indice Ism servizi degli Usa si è attestato a 52,6 punti a settembre, in netto calo rispetto ai 56,4 di agosto e al di sotto delle attese del consenso degli economisti a 55,8 punti. Sempre a settembre, il sotto-indice sull’occupazione è sceso a 50,4 punti dai 53,1 di agosto mentre quello relativo ai nuovi ordini ha registrato un ribasso a 53,7 punti, dai 60,3 del mese precedente.

Entrambi gli indici Ism indicano un forte rallentamento dei tassi di crescita degli Stati Uniti. “Eravamo ben consapevoli dei problemi del settore manifatturiero, dovuti principalmente alla guerra commerciale, del rallentamento della crescita globale e dello svantaggio competitivo di un dollaro forte, ma è chiaro che anche la performance degli altri settori sta cominciando a peggiorare”, afferma James Knightley di Ing. “I nuovi ordini al settore dei servizi sono precipitati a 53,7 punti, dai 60,3 di agosto e l’attivitá commerciale è scesa di 6,3 punti a 55,2”, spiega l’esperto.

L’elevata incertezza geopolitica e macroeconomica minaccia la fiducia sulle prospettive di crescita globale, dopo che il rimbalzo di settembre sul mercato azionario si è esaurita, afferma Willie Delwiche, investment strategist di Baird. Il settore manifatturiero degli Stati Uniti si sta indebolendo, la fiducia dei Ceo è ai minimi dell’ultimo decennio e la crescita dei posti di lavoro nel settore privato sta rallentando, conclude l’analista.

Gli ordini alle imprese americane sono diminuiti dello 0,1% m/m ad agosto, meno del consenso degli economisti che si aspettavano un calo dello 0,5% m/m. Gli ordini alle imprese ex trasporti sono rimasti invariati e quelli ex difesa hanno registrato un calo dello 0,5% m/m. Il dato sugli ordini alle imprese di luglio è stato confermato a +1,4%.

Sul fronte valutario, il cambio euro/usd è a 1,0985.

Sull’obbligazionario, il rendimento del T-Note a due anni è dell’1,396%

mentre quello del decennale è dell’1,556%.

lus/voc/fra

 

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