Brexit: partiti minori Uk alleati contro Johnson

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Mentre la Brexit continua a rimodellare la politica britannica, i partiti politici più piccoli del Paese stanno siglando patti di non aggressione pre-elettorali nel tentativo di massimizzare il loro impatto sulle elezioni generali del mese prossimo.

Con il sistema a due partiti della Gran Bretagna che si sgretola mentre gli elettori abbandonano le tradizionali alleanze di partito per votare sulla base delle posizioni che vengono assunte sulla Brexit, un gruppo di partiti più piccoli si prepara a ricevere milioni di voti. In vista della consultazione del 12 dicembre molti di questi gruppi politici si stanno muovendo per far sì che i loro candidati ottengano i distretti chiave.

Oggi un gruppo di partiti anti Brexit composto dai liberaldemocratici, dal Green Party e dal partito nazionalista gallese Plaid Cymru, ha dichiarato che schiererà un candidato unico per 60 seggi del parlamento britannico, che è composto da 650 seggi. Un accordo simile è stato raggiunto questa settimana in Irlanda del Nord per cercare di impedire al partito democratico unionista (Dup) pro-Brexit di vincere in sei distretti.

Nel frattempo, dall’altra parte della barricata, il politico euroscettico Nigel Farage, ha esortato il partito conservatore al potere a stringere un’alleanza con il Brexit Party, un’offerta che Johnson ha finora respinto.

Tali patti pre-elettorali sono rari nella politica britannica. L’ultima volta che due partiti hanno stipulato un accordo su larga scala è stato nel 1918 con le cosiddette ‘elezioni coupon’, dove sono stati sostenuti i candidati che avevano appoggiato il Governo di coalizione durante la prima guerra mondiale.

Il sistema elettorale maggioritario britannico di solito porta a una sotto-rappresentazione dei partiti minori in parlamento. Negli ultimi decenni i partiti con il sostegno di meno del 40% degli elettori hanno ottenuto la maggioranza e formato un Governo. Tuttavia, le divisioni sulla Brexit hanno reso più difficile per i due grandi partiti britannici ottenere la maggioranza, dato che gli elettori stanno passando a partiti più piccoli che vogliono lasciare l’Unione Europea in maniera brusca oppure non uscire affatto.

I conservatori e quello laburista, secondo i sondaggi, dovrebbero ottenere il 37% e il 26% delle preferenze, lasciando spazio a un’invasione da parte dei partiti più piccoli. “Fondamentalmente abbiamo un sistema che è stato creato per due partiti ma i sondaggi ora mostrano che siamo molto lontani dalla politica bipartitica”, ha affermato Chris Curtis, un ricercatore politico di YouGov.

Alcune di questi partiti minori hanno deciso di non correre in determinati distretti per massimizzare le possibilità di vittoria per i legislatori anti-Brexit. “Questa è l’ultima opportunità sulla Brexit”, ha dichiarato Heidi Allen, ex legislatore che ora presiede un gruppo anti-Brexit chiamato ‘Unite to Remain’, che ha contribuito a organizzare il patto sui 60 seggi. Il gruppo ritiene che 44 di questi seggi possano essere vinti da candidati pro-Ue con un accordo del genere in atto.

In base all’accordo, i candidati locali si ritireranno dalla gara a seconda di quale delle tre parti abbia le migliori possibilità di vincere. I liberaldemocratici affermano che annulleranno la Brexit se vinceranno le elezioni e il Green Party vuole fare una campagna per rimanere nell’Ue e tenere un altro referendum sulla questione.

Il patto, per gli attivisti contrari alla Brexit, è necessario perchè ci sono troppi partiti che corteggiano gli elettori che vogliono rimanere nell’Ue e ciò rischierebbe di dividere il voto dei cittadini anti-Brexit regalando la vittoria ai conservatori. Anche il Labour ha promesso un secondo referendum per chiedere agli elettori se vogliono uscire dall’Ue con un nuovo accordo tutto da negoziare oppure se preferiscono rimanere nell’Unione.

E’ però tutt’altro che certo se questi accordi avranno un effetto significativo. Il numero di seggi coinvolti è infatti ridotto e il partito laburista si rifiuta di stipulare patti con entità più piccole. Dall’altro lato, Johnson ha finora escluso di fare un accordo con il Farage. Il leader del Brexit Party sta facendo pressioni sul primo ministro per eliminare l’accordo di divorzio che ha negoziato con l’Ue e lasciare immediatamente il blocco. Il premier ha detto ieri che il partito di Farage “mi ricorda un po’ i venditori di candele all’alba nell’era della lampadina elettrica”.

Allo stato attuale, i sondaggi mostrano che Johnson ha abbastanza supporto per vincere nonostante il Brexit Party in lizza per molti in molti seggi in tutto il Paese. Tuttavia, se il partito di Farage guadagna trazione, potrà prendere voti e togliere seggi ai conservatori.

cos

 

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