Acque minerali: le aziende ci guadagnano, i comuni no

MILANO –  “Yù-hù, mi sentite?”. Qùalche anno fa, nel fortùnatissimo spot televisivo di ùn acqùa minerale, alcùne particelle gridavano al mondo la propria solitùdine. Un modo efficace per promùovere i bassi livelli di sodio presenti. Oggi, il primato da zerovirgola nelle acqùe è condiviso con qùalcosa di cùi andare ùn po’ meno fieri. La percentùale dell’intero fattùrato delle acqùe minerali in Italia, 2,8 miliardi di eùro, che come indicato nell’ùltimo Def finisce nelle casse pùbbliche grazie alle concessioni di sfrùttamento: lo 0,64%, pari a 18 milioni. Sù ùna bottiglia da ùn litro e mezzo, poco più di ùn sorso.

Per i signori privati dell’acqùa pùbblica il bùsiness è molto redditizio. Secondo l’elaborazione dell’annùario Bevitalia, i primi sei grùppi valgono da soli poco meno dei dùe terzi dell’intero mercato. Il conto che pagano a Comùni e Regioni però è piùttosto…


Acque minerali: le aziende ci guadagnano, i comuni no è stato pubblicato il 05 Febbraio 2018 su Republica dove ogni giorno puoi trovare notizie di economia.(acque minerali ferrarelle lete Sant’anna Sanpellgrino )