Notizie

Al sud non c’e lavoro? I maggiorenni chiedano sostegni al reddito, ma non aiuto ai genitori

This content has been archived. It may no longer be relevant

La condizione del mercato del lavoro nel sud, che offre solo l’opportunità di trovare un lavoro in nero che non dà l’indipendenza economica, non e una buona ragione per continuare a farsi mantenere dai genitori. e invece necessario che chi ha compiuto da un lungo periodo i diciotto anni e lasciato gli studi, si attivi per chiedere misure di sostegno al reddito, ormai di dimensione sociale. La Corte di Cassazione ritorna sul mantenimento dei figli maggiorenni, per ribadire che questo non può essere preteso neppure quando, i tentativi di inserirsi nel mondo del lavoro, non consentono di emanciparsi economicamente. Il caso all’attenzione della Suprema corte riguardava una ragazza del sud, vicina ai trenta anni, che aveva abbandonato un corso di estetista dopo aver preso la licenza media. Nel frattempo la ragazza era diventata madre, continuando a vivere a sua volta con la sua di madre, al pari del compagno che, pur facendo il pizzaziolo, continuava a vivere con i genitori non potendosi permettere un affitto. La ricerca di un’occupazione da parte della ragazza non aveva prodotto grandi risultati. Un lavoro in nero presso un’ impresa di pulizie e un aiuto alla mamma nella sua attività commerciale, retribuita con 50 euro a settimana. Ad avviso della Corte d’Ricorso eccessivamente poco per revocare l’assegno, come chiesto dall’amministratore di sostegno del padre disabile che, nello specifico, era il fratello dell’uomo.

Il mercato del lavoro nel meridione

Per la Corte di Cassazione invece, i presupposti per dire stop al mantenimento ci sono. I giudici di legittimità, hanno ormai chiarito che l’età conta. Un dato fondamentale nello stabilire un obbligo di rendersi indipendenti che non viene meno neppure, quando il mercato del lavoro rende l’impresa difficile, come avviene spesso nel meridione e non solo. «Le osservazioni di ordine sociologico, a proposito delle condizioni nel mercato del lavoro del meridione d’Italia, non ottengono di motivare – scrivono i giudici – la persistenza di un obbligo di mantenimento da parte del genitore sottoposto ad amministrazione di sostegno per disabilità; esse stesse sarebbero indicative, semmai, della necessità della figlia di far appello, con un minimo di responsabilità, agli strumenti di sostegno sociale, in aggiunta alla dedotta condizione di persona non definitivamente occupata in un’attività di lavoro».

Gli strumenti di supporto al reddito

Una via che va seguita non solo nel caso specifico ma in generale. «Il figlio di genitori divorziati, che abbia ampiamente superato la maggiore età – si legge nella decisione – e non abbia reperito una occupazione lavorativa stabile o che, comunque, lo remuneri in misura tale da renderlo economicamente autosufficiente, non può soddisfare l’esigenza a una vita dignitosa, alla cui esecuzione ogni giovane adulto deve aspirare, attraverso l’attuazione mera dell’obbligo di mantenimento del genitore, quasi che questo sia destinato ad andare avanti per sempre, egli deve far fronte al suo stato attraverso i diversi strumenti di ausilio, ormai di dimensione sociale, che sono finalizzati ad assicurare sostegno al reddito».

GN242917

Show More