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Arte in nuvola accoglie 36.000 visitatori e vende

A Roma, nella Nuvola di Massimiliano Fuksas, ci sono gli ingredienti per far divenire Arteinnuvola, l’acerba fiera adolescente del Centro-Sud, alla sua 2ª edizione, un evento nazionale imperdibile e internazionale, non solo di nome, ma di fatto. Il sito utilizzato dall’organizzatore Alessandro Nicosia con la curatela artistica di Adriana Polveroni ha raccolto 140 addetti (66 in più dell’edizione 2021), e attratto nei suoi luminosissimi e funzionali spazi (14.000mq) 36.000 visitatori (26.000 nel week-end, 30.000 nel 2021), spingendoli a raggiungere l’iconico quartiere E.U.R, quasi una città “altra” rispetto al centro storico e a siti espositivi più abituali.

Vendite di arte moderna e storicizzata al General Floor (-1)

Un pubblico ripagato da una fiera modulata tra gallerie e mostre tematiche dove per ora, malgrado performances e installazioni apprezzate a cura di Valentina Ciarallo, si e qualificata innanzitutto la zona dello storicizzato tra i quali ha spiccato Piero Dorazio, con una monografica di 30 opere, supportata daù Tornabuoni Arte, che ha venduto il grande «Madrigale umbro II» del 1978-79. Molte sue opere in vendita negli stand insieme a quelle dei compagni di strada di Forma 1. A cominciare da Carla Accardi, di cui fin dal 1º giorno e stata venduta una bella carta a 16.000 € (Deniarte). Un suo bel «Rossoblu» era da Scarchilli, a 110.000 €, e uno decisamente più importante ha fatto centro sulla sensibilità di personaggio pubblico non rivelato, insieme ad un Mimmo Rotella dello stesso calibro (Galleria Accademia di Torino. Altri Accardi venduti anche da Enrico Astuni. Non pochi i «Décollage» di Rotella a quotazioni sia moderate (tra 6500 e 20.000 € le vendite alla Galleria l’Incontro, insieme a 3 serigrafie di Christo, tra 14/18.000 €) che più importanti (es. Galleria Russo). Molto richieste, in generale, le opere di Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro e anche di Mario Ceroli. Un piccolo e azzeccato Giulio Turcato su carta e stato comprato da una giornalista da Volos, ad un prezzo veramente abbordabile. Un Turcato più grande, bellissimo, e stato opzionato da Cavaciuti, che ha “incassato” il dipinto più “instagrammato” della fiera, un Pietro Terzini a 9.500 €. Più che robusta l’offerta della Scuola Romana di Piazza del Popolo, a partire dai molti Mario Schifano. Ben 3 tele e un tappeto di Schifano venduti da Galleria Spirale (Brescia, in un range compreso tra 35.000 e 120.000 €), che aveva anche un bel Daniel Buren, e un altro grande Schifano opzionato. Molte richieste per il prolifico pittore romano anche da Tornabuoni, per un pezzo del 1965 “N.1 Dall’ Archivio del Futurismo” (oltre che per Alighiero Boetti). e evidente che Schifano ha ritrovato un mercato più fiducioso e stabile rispetto agli anni dei contenziosi giudiziari tra gli enti certificatori. Largamente presenti anche Franco Angeli e Tano Festa (La Nica).

Visti ottimi dipinti dell’altra Scuola Romana, quella tra le 2 guerre, come un Pirandello del 1939 (Tetti di Roma, da de’ Bonis) a 65.000 €. Venduto un Francesco Trombadori a 13.000 €, da Campaiola, che ha avuto buoni riscontri su 2 Pino Pascali d’impegno contenuto, ma tiene per sé un delizioso “Soldatino” di carta, a 65.000 €. Risultati positivi per le sue proposte tra Gianfranco Barucchello, Giuseppe Capogrossi, Massimo Catalani e Sam Francis. Molti i Renato Guttuso, tra i quali quello venduto intorno ai 50.000 € da de’ Bonis.

Per il Futurismo variegata e ampia la forchetta dell’impegno finanziario, dai più importanti Futurballa (uno andato ad un collezionista romano) a tante animate aeropitture, che piacciono molto anche in Nord Europa. Dagli Osvaldo Peruzzi, venduti dalla Galleria Palumbo Scalzi (3.800 e 14.000 €) alla raccolta di opere dei 49 aeropittori della Mostra del 1931, rappresentati nello stand di Futurism & Co. (abbottonato sui prezzi) fino al meglio della Galleria Russo, che a deciso di differenziarsi con un solo grande Giacomo Balla e molto altro Novecento, da Marino Marini a Leoncillo e Rotella. Sarà a breve in mostra al Ministero dell’Agricoltura col suo pendant il Ferruccio Ferrazzi venduto da Berardi (quotazione sotto i 100.00 0€).

Raffinato e coraggioso la postazione di Carlo Virgilio, che ha venduto un delicato “Studio del pittore” di Filippo De Pisis (sotto 10.000 €) e ha trasferito in fiera atmosfera e opere direttamente dagli ateliers di Dario Passi (tele a 14.000 € e 8 acrilici su carta venduti a 8000 €) e Carlo Manini, in fase di riscoperta. Risultati tangibili da Gomiero per “Tulipani” di Bruno Croatto e un busto del figlio del Duce (Bruno Mussolini) precipitato col suo velivolo nel 1941. Presente anche un raro Umberto Moggioli a 50.000 €, quasi opzionato. Si notano i Salvo (da Mucciaccia e L’Incontro), di cui uno andato ad un collezionista romano a 70.000 €. Mucciaccia ha venduto in apertura anche un multiplo di Sharf a 3.000 € ed esposto un grande Aboudia a 300.000 €. Di Agostino Bonalumi e stato venduto un pezzo del 1979, intorno ai 100.000 € (Artemisia). Acquistato all’apertura anche un vaso di Fausto Melotti del 1963, da Matteo Lampertico, che ospitava anche 2 significative sculture di Leoncillo. Sempre per la scultura un grande Pablo Atchugarry rosso a 200.000 € e stato venduto da Contini Arte.

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