Astaldi: Comitato Bondholders si affida a studio Astolfo Di Amato


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Oggi : Lunedì 13 Gennaio 2020

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L’assemblea del Comitato bondholders di Astaldi – che rappresenta 70 milioni degli investitori in obbligazioni del gruppo capitolino con scadenza 2020 e 2024 – ha dato mandato allo studio legale Astolfo Di Amato & Associati di rappresentare e difendere con tutti gli strumenti a disposizione gli interessi dei suoi associati nell’ambito del concordato Astaldi.

Obiettivo del mandato, si legge in una nota, è formalizzare le obiezioni del Comitato ai numeri del piano concordatario proposto da Astaldi e alle altre anomalie rilevate nella proposta, rappresentando la posizione dei bondholder ai nuovi commissari che stanno lavorando alla relazione sul contenuto della proposta concordataria di Astaldi, per tutelare al meglio gli interessi degli associati e garantire il massimo tasso di recupero di quanto investito.

Per questo motivo, il Comitato ha già richiesto nei mesi scorsi incontri con i rappresentanti di Astaldi e i commissari responsabili della verifica della proposta concordataria e ha rappresentato le sue obiezioni alla stessa.

Secondo il Comitato, i dati contenuti nel piano evidenziano un recovery value per gli obbligazionisti tra 20 e 25%, nettamente inferiore al 38% dichiarato nel piano concordatario e ben al di sotto della soglia del 30% sopra la quale ai creditori è preclusa la possibilità di presentare una proposta concorrente.

In particolare, gli obbligazionisti risulterebbero penalizzati dall’attribuzione di warrant premiali in favore di Salini e delle banche finanziatrici, nonché dall’eventuale soddisfazione di passività privilegiate e pre-deducibili addizionali che dovessero emergere e dalla stima degli asset del ramo concessioni all’interno del Piano concordatario (739 milioni), che sarebbe ottimistica.

Ulteriore profilo di criticità, prosegue la nota, è poi rappresentato dalla scelta di non dividere in classi i creditori chirografari, nonostante quella che il Comitato definisce una “palese disomogeneità” ravvisabile tra quei creditori che, come le banche e i fornitori, continueranno a lavorare con la nuova società e quelli che, come i bondholder, non riceveranno invece alcun vantaggio dalla prosecuzione dell’attività d’impresa.

Le assemblee degli obbligazionisti, che si terranno entro la fine di febbraio e non sono ancora state convocate da parte del Rappresentante unico degli obbligazionisti, costituiscono un passaggio fondamentale per l’approvazione o il rigetto della proposta concordataria: solo se gli obbligazionisti bocceranno il Concordato, infatti, avranno la possibilità di impugnarne l’omologa.

Infine, l’assemblea ha approvato la proposta di aprire la possibilità di associazione 2020 al Comitato con quota ridotta ai nuovi iscritti, per garantire al Comitato stesso e ai suoi alleati una massa critica per il voto nell’assemblea degli obbligazionisti che dovrà tenersi almeno 30 giorni prima della adunanza dei creditori prevista per il 26 marzo.

com/ofb