Auto: per Pwc l’elettrico al 95% delle vendite nel 2030

L’impatto dei nuovi modelli di mobilità condivisa

porterà a un calo delle scorte di auto da 280 milioni a 200 milioni in

Europa e da 270 a 212 negli Usa entro il 2030. In controtendenza la Cina,

dove le scorte passeranno, nello stesso arco di tempo, da 180 a 280

milioni.

I dati previsionali sono stati elaborati da Pwc nella ricerca “5 trends

transforming the automotive industry”.

Il trend che sta conducendo il mondo dell’automotive verso un modello

sempre più “condiviso” si affiancherà a quello dell’elettrificazione dei

sistemi di guida e agli enormi progressi nello sviluppo delle auto che si

guidano da sole. Pwc prevede, infatti, che entro il 2030 il 55% delle

nuove auto sarò di tipo elettrico, con i motori tradizionali che andranno

lentamente a spegnersi.

Le auto elettriche daranno un grande impulso a quelle autonome, dal

momento che vanno incontro a un numero di problemi minore rispetto alle

vetture tradizionali e, per questo, risulteranno più affidabili per i

servizi di mobilità condivisa, in cui il mezzo viene usato con maggiore

intensità.

“I player tradizionali dell’automotive hanno iniziato a gestire la

transizione attraverso start-up interne e, per quanto riguarda il rapporto

con le compagnie tecnologiche, gli attuali rapporti di collaborazione

potrebbe evolvere verso qualcosa di diverso”, ha anticipato a MF-Dow Jones

Giorgio Elefante, partner e automotive leader di Pwc, “bisogna, però,

ricordare che i giganti dei motori vogliono mantenere il controllo sul

prodotto finale”.

Con la penetrazione delle auto autonome, le vendite di quelle

tradizionali in Europa potrebbe scendere a meno del 5% del totale nel

2030, con l’ibrido che potrebbe arrivare al 40%.

Il 95% delle nuove auto vendute entro il 2030 dovrebbe essere, questa la

previsione di Pwc, parzialmente elettrificato.

Nonostante questo, il traffico individuale aumenterà vertiginosamente,

dal momento che i veicoli autonomi potranno essere utilizzati anche da

coloro che oggi non possono guidare. Alla luce di questo, per Pwc le

vendite di nuove auto potrebbero salire del 30% in Usa, Cina ed Europa nel

2030.

Le auto autonome e condivise presentano, infatti, tassi di rinnovo più

rapidi e questa caratteristica avrà un impatto positivo sulle consegne. In

Europa, queste dovrebbero crescere dagli attuali 18 milioni a 24 milioni

entro il 2030. Il 30% delle vendite di nuove auto riceverà impulso dalla

domanda per servizi di mobilità condivisa entro il 2030, per un totale di

7,3 milioni di unità. Oggi in Europa meno dell’1% degli spostamenti è

effettuato con servizi di mobilità condivisa, ma Pwc prevede che la quota

possa arrivare al 10% del chilometraggio percorso entro la seconda metà

del 2020 e al 25% entro il 2030 (+70%).

Negli Usa la crescita, trainata dalla domanda di nuovi servizi, vedrà le

vendite di nuove auto passare dagli attuali 18 a 21,6 milioni, mentre in

Cina il dato potrebbe superare i 38 milioni. Negli Usa, solo l’1% del

chilometraggio dei veicoli privati è oggi coperto dalla mobilità

condivisa, ma nel 2030 almeno il 33,5% del chilometraggio privato sarà

condiviso, di cui il 36% con veicoli autonomi. In Cina la percentuale di

veicoli condivisi dovrebbe crescere molto più velocemente che nel resto

del mondo. Per Pwc, entro il 2030 oltre il 45% del chilometraggio

personale sarà coperto da mobilità condivisa, di cui circa la metà con

veicoli autonomi.

La ricerca Pwc mette in luce come solo 5 delle 20 compagnie che si

dedicano maggiormente a ricerca e sviluppo a livello mondiale sono

produttori di auto, ma nessuna di queste cinque compare tra le 10 più

innovative, se non Tesla. La spesa dell’industria automobilistica in R&S è

calata del 4% tra 2015 e 2016 e l’investimento nel prodotto potrebbe

scendere del 19% entro il 2020, con un ribilanciamento verso il software.

Per Pwc, le compagnie che investono il 25% del loro budget destinato a

ricerca e sviluppo in applicazione software metteranno a segno una

crescita più marcata.

La società di consulenza ha stimato che la quota globale dei profitti

dei player tradizionale dell’automotive rischia di calare, in caso

contrario, dall’attuale 85% a meno del 50%.

“In un contesto previsionale come quello delineato dalla ricerca,

centrale sarà il business dei dati raccolti dalle auto connesse come nuova

e significativa fonte di ricavi”, ha concluso Elefante.

red/fco

francesco.colamartino@mfdowjones.it

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