Banche: Mocio (Assiom Forex), in 10 anni risultati buoni in contesto arduo


“Nel suo complesso, nel decennio appena concluso, il sistema bancario italiano ha conseguito risultati soddisfacenti, a maggior ragione se considerati in un contesto di mercato caratterizzato da tassi di interesse molto bassi e da una crescente concorrenza”.

Lo ha affermato Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex, nel discorso pronunciato nella seconda giornata del 26° Congresso annuale degli operatori dei mercati finanziari in corso a Brescia.

“Le rilevazioni della European Banking Authority mostrano che il coefficiente patrimoniale Cet1 (Common Equity Tier 1) delle banche italiane è salito, a settembre, al 13.7%. Grazie a un migliore mix dei ricavi, la redditività misurata sul capitale di rischio ha raggiunto l’8.5%, superando la media europea pari al 6.6%. La riduzione della Non Performing Exposure, cioè l’insieme di crediti scaduti, inadempienze e sofferenze, prosegue a ritmi sostenuti. Il totale dei crediti deteriorati che, nel 2015, aveva raggiunto un picco di 363 miliardi di euro, pari al 18% dei crediti verso la clientela, si è ridotto di circa il 50%.

Anche se il livello dei crediti deteriorati si colloca ancora al di sopra della media degli altri paesi europei, il processo in atto è destinato a continuare nei prossimi anni, con il sistema bancario italiano orientato al raggiungimento del target del 5%”, prosegue.

“La Garanzia statale sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze (Gacs) ha aiutato questo processo, accrescendo la fiducia degli investitori, con circa 62 miliardi di euro di cartolarizzazioni dalla sua introduzione. Rispetto alle controparti europee, inoltre, i bilanci delle banche italiane mostrano una percentuale ben inferiore di attività illiquide e complesse (Level 2 e Level 3 assets). Sono state affrontate con successo molteplici situazioni di crisi: da quelle del debito sovrano del 2011 e 2018, all’emergere di casi di dissesti aziendali, in un periodo in cui le nuove normative europee non hanno consentito gli aiuti pubblici che sono stati utilizzati da altre Nazioni dell’Unione Europea”, aggiunge Mocio.

“Recenti studi calcolano che in Italia sia stato speso circa il 2% del Pil (ovvero circa 36 miliardi di euro) a supporto del sistema bancario, di cui oltre un terzo a carico del sistema bancario medesimo. Mentre, ad esempio, lo stato tedesco ha speso circa l’8% del Pil per supportare le proprie banche nella crisi finanziaria del 2008 e la Spagna è ricorsa agli aiuti del Fondo Salva Stati per oltre 41 miliardi di euro”.

cce