Bimbo Foligno, su Facebook colpevolisti e innocentisti scatenati. Rimossa la pagina del maestro

«Un’attività per l’integrazione finalizzata a far prendere coscienza agli
studenti del concetto di differenza razziale e di discriminazione». È quello che
spiega il maestro della scuola elementare di Foligno Mauro Bocci sospeso dal ministero dell’Istruzione per il suo comportamento in classe. Avrebbe indicato ai compagni come «brutto» un bambino di colore durante l’ora di alternativa alla religione. Il bambino sarebbe poi stato messo davanti alla finestra, con le spalle alla classe. Secondo il docente, supplente, però si sarebbe trattato di un «malinteso» per il quale ha fatto «le sue scuse ai genitori dell’alunno e più in generale a quelli dell’intera classe». Parole arrivate attraverso l’avvocato Luca Brufani.

La famiglia del bambino ha presentato un esposto querela
Non la pensa così la famiglia del bambino nigeriano coinvolto. L’avvocato Silvia Tommasoni, incaricata dalla famiglia del bimbo, ha presentato un esposto querela in procura. E spiega: «Ritengo si tratti di una trovata strategica difensiva ex post. Prima di fare un esperimento di questo tipo si avvisa la dirigente scolastica e vanno interpellati i bambini, cosa che non è stata fatta. Inoltre non è vero che il maestro stesse trattando la Shoa, come sostiene lui». A Porta a Porta il maestro ha raccontato di una «sperimentazione didattica, puntualmente annunciata ai ragazzi, perché parlavamo della Shoa e dell’integrazione».

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