Borsa Milano in netto calo con banche, male Ferrari, salgono Leonardo, Atlantia


Mercato azionario

MILANO, 3 aprile (Reuters) – La Borsa di Milano chiude in ribasso in un mercato che resta in apprensione per l’impatto del coronavirus, peggio delle altre piazze europee per le vendite sulle banche.

Banche, in netto calo, peggio del resto d’Europa sui timori per il virus, per la richiesta di non distribuire cedole, con uno spread Btp/Bund che, appena sotto la soglia psicologica dei 200 punti, non offre particolari garanzie di stabilità. Finecobank (MI:FBK) +4,7% a manifestare ancora la forza data dai fondamentali, aiuta lo status di banca online in questa fase di isolamento, che potrebbe proseguire.

Atlantia (MI:ATL) chiude in rialzo del 3,9% dopo un aumento a doppia cifra nel corso della seduta. Continuano a sostenere il titolo le attese di un ingresso di F2i e Cdp, in società autostrade (Aspi), anticipato dalla stampa nei giorni scorsi. Oggi un quotidiano parla di valutazione a circa 12 miliardi per il 100% della società dei caselli. Si comincia a ragionare su questi numeri, dice un trader.

Leonardo (+3,8%) torna sui massimi delle ultime settimane grazie a un movimento tecnico. Il titolo è salito da minimi a 4,5 euro del 23 marzo a oltre 6,3 euro nei giorni successivi, dopo che il ceo Alessandro Profumo ha detto in un’intervista che non intendeva interrompere la produzione, nonostante l’epidemia, perché opera in un settore strategico. Il titolo ha ampi spazi di ripresa, sui minimi di marzo, aveva più che dimezzato il valore dal 20 febbraio quando valeva 11 euro.

Tra gli assicurativi, dopo la richiesta dell’autorità europea di sospendere la distribuzione dei dividendi, Generali (MI:GASI) -1,2%, Unipol (MI:UNPI) -3,2%.

In netto calo Ferrari (MI:RACE) -6,6%, tra i titoli che avevano tenuto meglio del mercato nelle ultime settimane, in questi giorni appesantito dall’annuncio di fine marzo di interruzione del programma di buy-back.

Petroliferi contrastati nonostante il balzo a doppia cifra del greggio che resta però ben lontano dai 60 dollari cui era prima che la crisi coronavirus investisse Italia ed Europa. Eni (MI:ENI), ieri sostenuta anche dalla notizia dell’ingresso nel capitale di People’s Bank of China che aveva innescato tra qualche trader attese di nuovi acquisti, cede il 5,2%. Saipem (MI:SPMI) -1,8%, Tenaris (MI:TENR) +0,7%.

Tra i sottili prosegue il rally di Giglio con un +27,8% che si aggiunge +35% di ieri dopo l’accordo di fornitura con Confindustria, per conto degli associati, di attrezzature personali protettive.

(Stefano Rebaudo, in redazione a Milano Alessia Pé)