Caso Azzolina: dal Barone al presidente schermidore, ecco chi è scivolato sulla tesi di laurea

Non solo l’Italia. Anche Germania, Ungheria, Romania e Spagna hanno registrato caso di plagio di tesi e dottorati da parte di politici di primo piano. Dopo la pubblicazione da parte di Repubblica di un articolo stando al quale la neoministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, esponente M5S, avrebbe copiato parti della sua tesi per la laurea di specializzazione conseguita nel 2009 all’università di Pisa, si è infiammato lo scontro a livello politico.

Uno scontro che nelle ultime ore ha registrato la richiesta di dimissioni avanzata dalla Lega nei confronti della ministra pentastellata. E immancabile è giunto il confronto con situazioni dalle caratteristiche analoghe che si sono verificate in passato in altri paesi.

Il passo indietro del barone dal ministero della Difesa
Tra questi, strano a dirsi, la “rigorosa” Germania. Da queste parti le dimissioni “eclatanti” a seguito di accuse di plagio sono due: il primo marzo del 2011 si dimette Karl-Theodor zu Guttenberg, poco prima nominato ministro della Difesa nell’esecutivo di Angela Merkel. Il professore di legge all’università di Brema Andreas Fischer-Lescano punta il dito contro il barone zu Guttenberg – il nonno Karl Theodor Freiherr von und zu Guttenberg è stato tra i cospiratori dell’attentato a Hitler del 20 luglio 1944 -: secondo il docente ha copiato ampie parti della sua tesi di laurea. Bersagliato da stampa e popolo della rete, zu Guttenberg lascia l’incarico per poi ritirarsi in “esilio” negli Stati Uniti.

Schavan, la fedelissima di Merkel che inciampa sulla tesi di dottorato
Circa un anno dopo, un altro grave imbarazzo per la cancelliera. Un blogger anonimo accusa Annette Schavan, ministro dell’Istruzione e fedelissima della Merkel, di aver ripreso, senza citare, le fonti in alcune parti della sua tesi di dottorato, scritta 32 anni prima. La notizia viene riportata dalla stampa tedesca il 2 maggio 2012, proprio nel giorno in cui l’università di Potsdam ritira per la stessa ragione il titolo di dottorato al 38enne Florian Graf, capogruppo della Cdu, lo stesso partito di Schavan, che si era dimessa a febbraio.

L’ex schermidore presidente dell’Ungheria
Germania ma anche Ungheria. Travolto da uno scandalo di plagio, per aver copiato la sua tesi di dottorato vent’anni prima, il presidente Pal Schmitt, un ex schermidore, si dimette il 2 aprile del 2012.

In Romania travolti ministro Istruzione e premier
Il 15 maggio dello stesso anno lo scandalo colpisce la Romania: il ministro della pubblica Istruzione romeno, Ioan Mang, si dimette per le accuse di plagio relative a una serie di suoi articoli scientifici. Accuse di plagio su lavori accademici colpiscono un mese dopo anche il premier romeno Victor Ponta, che però non ha alcuna intenzione di dimettersi. Secondo una commissione di esperti Ponta ha copiato parte della sua tesi di dottorato da altri lavori. Ma due mesi dopo tre membri del partito Nuova Repubblica accusano il premier di aver copiato anche parte di un suo libro, “La responsabilità nel diritto internazionale umanitario”, da altri autori.

Faro del quotidiano conservatore sul premier spagnolo Sanchez
A settembre 2018 il premier spagnolo, il socialista Pedro Sanchez viene accusato di aver copiato la sua tesi di dottorato conseguita all’Università Camilo José Cela di Madrid sulle “Innovazioni della diplomazia economica spagnola 2010-2012” da lavori di altri ricercatori. Il caso scoppia per un articolo del quotidiano conservatore spagnolo Abc e segue quello, analogo, del ministro della Sanità dell’esecutivo di minoranza, Carmen Montòn, che nei giorni precedenti si è dovuta dimettere con l’accusa di aver copiato gran parte della tesi del suo master. Sanchez non ci sta e dal suo ufficio fanno sapere che «a meno che non vi sia rettifica delle informazioni pubblicate», intraprenderà un’azione legale a difesa del suo onore e della sua dignità.

I curricula gonfiati
Dai dottorati falsi si arriva ai curriculum gonfiati. In Spagna l’episodio più clamoroso. Nel marzo del 2008, il giornalista Arcadi Espada smaschera sul suo blog Bernat Soria, ex ministro della Sanità e del Consumo, scoprendo che il suo curriculum contiene diverse informazioni non vere, tra cui l’aver ricevuto una medaglia d’oro dalla Real Academia de Medicina. Anche in questo caso il ministro non si dimette. Dieci anni dopo, a finire sotto la lente dell’opinione pubblica per i dubbi sulla reale consistenza di esperienze vantate online, dalla New York University a un istituto austriaco, sarà l’attuale presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nei giorni in cui faceva la sua comparsa sulla scena politica alla guida dell’esecutivo M5S-Lega.