Celibato, Ratzinger serra i ranghi contro la Chiesa di Francesco

Il papato di Francesco è un continuo susseguirsi di “prime volte”, e lo è anche l’uscita del libro scritto a quattro mani dal Papa emerito e da un cardinale che ha rango di ministro della Curia Romana. Un libro scritto apertamente contro quello che Francesco starebbe per decidere, riguardo al sacerdozio (in alcuni specifici casi limitati e verificati) di uomini sposati. «Non posso tacere» scrive Benedetto XVI, che quasi sette anni fa rinunciò al papato e assicurò che si sarebbe ritirato nel silenzio di studio e preghiera nel piccolo monastero Mater Ecclesiae. E assieme a Robert Sarah, cardinale capofila degli ultra conservatori, esce allo scoperto con un testo – anticipato da Le Figaro – che segna uno spartiacque.

La reazione alle conclusioni del Sinodo sull’Amazzonia
Come si è arrivati alla nuova crisi (o incidente e basta, forse)? Il recente Sinodo sull’Amazzonia dello scorso ottobre che ha avuto tra i temi centrali di discussione proprio la possibilità di ordinare come sacerdoti persone sposate, per sopperire alla cronica mancanza di preti in molte zone. La prospettiva non è certo quella di ordinare sacerdoti uomini digiuni di chiesa, ma dei diaconi permanenti, figure presenti in tutte le chiese. L’opzione, che è entrata nel documento finale, dovrebbe essere sancita a breve da Papa Francesco che dovrà pronunciarsi con l’esortazione apostolica post-sinodale. Documento che potrebbe essere pubblicato nei prossimi mesi.

Nuova offensiva dopo le decisioni sulla famiglia
Da qui la reazione di Ratzinger (che però si firma Benedetto), che assieme al cardinale simbolo della tradizione ribadisce che il “celibato” dei sacerdoti «abbia un grande significato» ed è «indispensabile perché il nostro cammino verso Dio possa restare il fondamento della nostra vita». A fare riferimento all’ultimo Sinodo, parlando però di «uno strano Sinodo dei media che ha prevalso sul Sinodo reale». Già il Sinodo sull’Amazzonia era stato oggetto di forti attacchi preventivi, come lo fu quello sulla famiglia del 2015-2016, dove addirittura 13 cardinali in un documento controverso (in parte smentito, ma senza convinzione) accusarono Francesco di truccare l’assise per arrivare alla comunione ai divorziati risposati (poi passato nel documento Amoris Laetitia, anche quello al centro di attacchi da destra).

Benedetto si conferma il punto di riferimento dei conservatori
La novità di questa volta è la discesa in campo diretta di Ratzinger (non è la prima) con una modalità che difficilmente potrà smontare l’idea che il papa tedesco sia ancora il punto di riferimento dell’opposizione. Benedetto ha sempre cercato di allontanare questa etichetta, ma la tempistica del libro anticipato dal Figaro – e in particolare dal suo esperto vaticanista Jean Marie Guénois – sono degli indizi sufficienti a costituire una prova. Già mesi fa intervenne sulla pedofilia, e anche in quel caso furono sollevati dubbi su questo modo di agire, in aperta contraddizione con l’impegno di rimanere completamente al di fuori degli affari della Chiesa. Questa uscita, come le precedenti, assume giocoforza un significato di una chiamata al “serrare i ranghi” contro la prospettiva teologica di Francesco, che non è solo quindi la chiesa verso i poveri e i migranti, ma anche aperta alla storia. Ratzinger ha sempre respinto questo ruolo di “ideologo” dell’opposizione, ma i fatti parlano da soli.

Sarah resta il vero cardinale di riferimento dell’opposizione
Non solo. L’uscita di Benedetto va in tandem con il cardinale africano Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino, e forse l’ultimo tra i cardinali di Curia veramente rappresentativo della tradizione, dopo l’estromissione del tedesco Muller, la caduta in disgrazia dell’australiano Pell e la marginalizzazione dell’americano Burke. Pochi mesi fa in un libro ha denunciato “l’ateismo liquido” e la “notte oscura” della Chiesa, ma respinge ogni idea di scisma. Sia Ratizinger che Sarah ribadiscono obbedienza al Papa, ma certo è uno strano modo di mostrarla.