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Contratti di espansione alle medie imprese per i prepensionamenti

Legge di Resoconto

Il contratto di solidarietà potrà essere stipulato attraverso la contrattazione collettiva aziendale, con l’obiettivo di ridurre l’orario di lavoro per prevenire, in tutto o in parte, la diminuizione o la dichiarazione di esubero del staff

di Giorgio Pogliotti, Claudio Tucci

14 novembre 2021

Crisi aziendali.  In manovra le misure per ridurre l’impatto sui impiegati

3′ di lettura

Il contratto di espansione viene confermato per il futuro biennio ed esteso alle società con come minimo 50 impiegati. Per i contratti di solidarietà il massimale della riduzione media oraria viene innalzato dall’attuale 60% all’80 per cento. Si azzerano i contributi per 36 mesi alle società che assumono definitivamente impiegati delle aziende dei tavoli di crisi.

Sono certune delle misure messe sul tavolo dalla manovra per aiutare le imprese a gestire le crisi aziendali, riducendo l’impatto sui impiegati. Iniziamo dal contratto di espansione, con una estensione pure al 2022 e al 2023, con una dote nel complesso di circa 800 milioni (per gli accordi stipulati da gennaio 2022, i limiti di spesa sono così fissati: 80,4 milioni per il 2022, 219,6 milioni per il 2023, 264,2 milioni per il 2024, 173,6 milioni per il 2025 e 48,4 milioni per il 2026).

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Lo strumento potrà essere utilizzato dalle imprese con come minimo 50 addetti, pure calcolati complessivamente nelle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con un’unica finalità produttiva o di servizi. Dunque, pure le imprese con come minimo 50 addetti potranno far uscire staff a non più di 60 mesi dalla pensione (vecchiaia o anzianità); ridurre l’orario dei impiegati impiegati utilizzando fino a 18 mesi di Cigs pure non continuativi; per tutti gli altri addetti non interessati dalle andate fuori prevedere una riduzione oraria (che può arrivare pure fino al 100%);

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