Coronavirus: pressioni Usa su Ue per indagine su risposta cinese


L’amministrazione statunitense sta facendo pressione sull’Unione europea affinchè appoggi un’indagine internazionale sulla gestione della pandemia di coronavirus da parte della Cina e sulle origini della malattia, mentre Bruxelles vorrebbe evitare di schierarsi in quella che sta diventando una lotta sempre più intensa tra Pechino e Washington sulla responsabilità della crisi.

Gli Stati Uniti vogliono avviare un’indagine internazionale per capire se Pechino abbia gestito male il contagio nelle fasi iniziali, provocando una pandemia che ha ucciso 250.000 persone e ha paralizzato l’economia globale.

Le richieste di un’inchiesta indipendente da parte dei funzionari del Governo australiano sono arrivate a metà aprile e si sono rapidamente trasformate in un botta e risposta. L’ambasciatore cinese in Australia, Cheng Jingye, in un’intervista ha accusato Canberra di collaborare con Washington per attaccare la Cina.

Contraria ad allontanare la Cina o gli Stati Uniti, inizialmente l’Ue ha proposto un’indagine internazionale per esaminare “gli insegnamenti tratti dalla risposta sanitaria internazionale al Covid-19” e contribuire a migliorare le future risposte a eventuali pandemie. La proposta dell’Unione è al momento solo una bozza di risoluzione che dovrebbe essere adottata dall’organo decisionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità alla fine di questo mese.

Tale proposta, tuttavia, non soddisfa le richieste degli Stati Uniti di esaminare le origini del contagio, un focus che secondo Pechino serve a Washington per nascondere le proprie responsabilità nella gestione della pandemia. L’Ue vorrebbe evitare di attribuire la colpa della pandemia a un singolo Paese.

La pressione di Washington per una solida indagine internazionale sulla gestione del coronavirus da parte della Cina lascia l’Ue in una posizione complessa nel tentativo di trovare una via di mezzo tra le due potenze globali rivali.

“Secondo me dobbiamo valutare in modo indipendente ciò che è accaduto, lontani dal campo di battaglia tra Cina e Stati Uniti, che si incolpano per gli eventi e hanno esacerbato la loro rivalità”, ha detto il capo della politica estera europea, Josep Borrell, in un’intervista lo scorso fine settimana.

L’Assemblea Mondiale della Sanità definisce le politiche dell’Oms ed è il forum in cui i membri chiedono che l’Organizzazione intervenga in un’area specifica. In questi giorni, con l’assemblea che si riunirà presto, sono emersi intensi negoziati sul testo della proposta dell’Ue, con i membri dell’Oms che hanno presentato suggerimenti e modifiche.

Ieri un portavoce dell’Ue ha affermato che “una comprensione approfondita dell’epidemiologia della pandemia di coronavirus è essenziale” affinché le autorità possano prendere “decisioni informate”. Persone a conoscenza dei negoziati affermano che alcune di queste preoccupazioni si riflettono nel testo attuale.

Un portavoce della missione cinese presso l’Ue ha dichiarato che Pechino è a conoscenza dell’iniziativa europea ma non ha rilasciato ulteriori commenti.

La risoluzione europea arriva dopo le crescenti critiche degli Stati Uniti e di altri Governi per la lenta reazione del Partito Comunista cinese nei primi giorni dell’epidemia, quando il virus avrebbe potuto essere contenuto. Funzionari della Casa Bianca hanno suggerito, senza fornire prove, che il virus potrebbe essere nato in un laboratorio cinese. Pechino ha risposto respingendo le richieste di indagine e sollevando i propri dubbi sull’origine del virus, suggerendo – senza avere prove – che i militari statunitensi avrebbero introdotto il Covid-19 in Cina.

Il rappresentante dell’Oms in Cina, il dottor Gauden Galea, ha detto a Sky News che la Cina sta conducendo le proprie indagini sull’origine dell’epidemia ma non ha ancora invitato l’Oms a partecipare.

Funzionari dell’Ue avevano precedentemente affermato che avrebbero sostenuto l’idea di un’indagine indipendente ma sottolineando che non avrebbe dovuto mettere a rischio il coordinamento degli sforzi globali per arginare il virus, che ha infettato oltre 3,6 milioni di persone in tutto il mondo.

Tuttavia, parlando ai media locali lunedì, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha affermato che “il mondo intero vuole chiarire l’origine esatta del virus”.

Gli sforzi diplomatici e di propaganda di Pechino sono diventati più aggressivi sulla scia della pandemia di coronavirus, con ambasciatori e media statali che esercitano pressioni su Governi, giornali e individui che hanno criticato la gestione cinese della crisi.

Il mese scorso i diplomatici cinesi hanno spinto l’Ue a non pubblicare in un report le accuse del blocco secondo cui la Cina avrebbe distribuito informazioni false durante la crisi. Alcuni europei hanno accusato l’Unione di aver ammorbidito il rapporto, cosa che Bruxelles ha negato. Il report accusa funzionari cinesi e commentatori sostenuti dallo Stato di aver diffuso “disinformazione”.

cos

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