Dal dato Istat sul Pil alle stime Ue: 4 mesi di fuoco per i conti pubblici italiani

Dai dati Istat sulla crescita di fine 2018 alla definizione del Def con le nuove stime del governo, passando per le aste dei Bot, per le previsioni di primavera dell’Ue e per il rating di Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s. È ricco, da qui a fine maggio, il calendario degli appuntamenti con i dati macroeconomici e le decisioni che avranno impatto sui conti pubblici. Ecco le date principali.

Il dato Istat sul Pil il 31 gennaio
Si comincia con le aste dei Bot. Dopo quella di oggi (andata bene: sono stati collocati tutti i 6,5 miliardi con tassi tornati negativi), si contano otto aste Bot fino a fine maggio, più quattro di aste Ctz-Btp. Saranno un test per verificare il grado di interesse dei mercati per i titoli del debito pubblico italiano. Il 31 gennaio poi l’Istat diffonde la stima preliminare sull’andamento del Pil nel quarto trimestre del 2018. Se non ci sarà alcun incremento rispetto ai tre mesi precedenti significa che l’Italia sarà tecnicamente in recessione perché non ha registrato una crescita dell’economia per due trimestri consecutivi. Nel terzo trimestre 2018 l’Istat ha rivisto al ribasso la valutazione preliminare del Pil, con una diminuzione congiunturale dello 0,1% rispetto alla variazione nulla della stima precedente.

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