Decreto sicurezza, cresce il fronte delle Regioni contrarie: con le Marche i ricorsi sono otto

La Regione Marche è stata l’ultima a rompere gli indugi: nei giorni scorsi la Giunta, guidata da Luca Ceriscioli (Pd), ha deliberato il ricorso alla Corte Costituzionale per il decreto sicurezza. «Noi riteniamo che il Decreto Sicurezza violi numerosi punti della Carta Costituzionale – ha detto il governatore Luca Ceriscioli – e quindi abbiamo fatto ricorso, come credo abbiano fatto altre Regioni».

Basilicata e Sardegna new entry
Si tratta di regioni governate dal centrosinistra. Basilicata e Sardegna le new entry, che vanno ad accodarsi a Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Calabria e Piemonte, con il possibile ingresso della Campania, delle Marche e del Lazio. Maretta pure tra i Comuni. Nel mirino, tra le altre, la disposizione per cui il permesso di soggiorno per richiesta di asilo non consente più l’iscrizione all’anagrafe, pur valendo come documento di riconoscimento. A Palermo, città dalla quale giorni fa è partita l’idea di avviare una forma di ‘disobbedienza’ alla legge sicurezza, si è iniziato a protocollare i certificati di iscrizione all’anagrafe, che saranno poi firmati personalmente dal sindaco Leoluca Orlando al fine di salvaguardare gli impiegati dell’Ufficio anagrafe.

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