Di Maio: basta con queste trivelle, puntiamo sulle tecnologie

Nella fase di conversione del decreto unico con reddito di cittadinanza e quota 100 arriverà anche «il taglio alle pensioni dei sindacalisti e all’interno metteremo le norme che servono ad aiutare le persone a riprendersi da una crisi il decennale che hanno pagato loro». Il vicepremier Luigi Di Maio è in Sardegna per il tour elettorale in vista del doppio appuntamento con le suppletive della Camera e le regionali. E da Porto Torres, prima tappa accompagnato dal ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro e dal sindaco pentastellato di Porto Torres Sean Wheeler, spiega che «la ricetta per uscire dalla crisi è investire in nuove tecnologie e in energie differenti quindi basta con queste trivelle: dobbiamo portare entro il 2030 l’Italia a produrre il 30% di energie rinnovabili». E poi «dobbiamo necessariamente aumentare le misure di welfare che invece si sono tagliate, quindi il reddito di cittadinanza, andare in pensione prima e più investimenti nella sanità».

Non fanno certo dormire sonni leggeri i numeri che arrivano dallo stato dell’economia con una produzione industriale negativa per molti settori. «Ma possiamo riprenderci e ripartire alla grande se colmiamo tutto quel divario che c’è tra noi e gli altri Paesi del Nord Europa su intelligenza artificiale, blockchain, nuove tecnologie, investimenti su nuove forme di produzione energetica e soprattutto aiuti alle persone in difficoltà» ribadisce Di Maio ai cronisti sul rischio recessione in Italia. «È chiaro che la nostra economia continuerà a rallentare, perché i nodi stanno arrivando al pettine. L’Italia e gli altri Paesi d’Europa erano convinti, in questi anni, di poter affrontare il nuovo millennio con gli strumenti del vecchio».

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