Elezioni, centrodestra: in programma svolta sovranista e rimpatrio clandestini

Elezione diretta del Capo dello Stato, recupero di sovranità rispetto all‘Europa, blocco degli sbarchi e rimpatrio di tutti i migranti clandestini.

Sono alcune delle più qualificanti proposte elettorali contenute nel programma del centrodestra, composto da Forza Italia, Lega e Fratelli d‘Italia, che hanno oggi hanno depositato i simboli al Viminale.

La svolta sovranista è di chiara matrice leghista sotto la guida di Matteo Salvini.

Il capitolo 3 delle linee guida del programma, in tutto 10 punti per altrettante pagine, ha un titolo esplicito: “Meno vincoli dall‘Europa”. La coalizione promette una revisione dei trattati, anche se non dettaglia, e si impegna a far sì che la Costituzione italiana prevalga sul diritto comunitario, per un “recupero di sovranità”.

Accanto al rifiuto di politiche di bilancio restrittive, il centrodestra punta a ridurre il surplus dei versamenti annuali al bilancio comunitario e promette la “tutela in ogni sede degli interessi italiani, a partire dalla sicurezza del risparmio e della tutela del made in Italy”, soprattutto nel campo agricolo e agroalimentare.

Il modello di Stato cui guardano i tre partiti prevede “l‘elezione diretta del presidente della Repubblica” e il rafforzamento delle autonomie locali.

La coalizione guidata da Silvio Berlusconi, Salvini e Giorgia Meloni, punta a una “riduzione del numero di parlamentari” ma gli eletti saranno tenuti a rispettare il vincolo di mandato, cioè a non cambiare partito o gruppo parlamentare durante la legislatura. Servità per questo una modifica costituzionale.

Nel capitolo dedicato alla sicurezza figura il “blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e stipula di trattati e accordi con i paesi di origine dei migranti economici” e “l‘introduzione del principio che la difesa è sempre legittima”.

L‘attenzione alle forze armate di pubblica sicurezza, uno dei tradizionali bacini elettorali di riferimento del centrodestra, è testimoniata dall‘impegno a garantire “stipendi dignitosi”, dotazioni mezzi e tecnologie adeguati.

In questa linea vanno anche le proposte di inasprimento delle pene per violenza contro un pubblico ufficiale e la revisione della legge sulla tortura, che da luglio 2017 punisce con la reclusione da quattro a dieci anni ”chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche“ o traumi psichici” a persone private della loro libertà.

Il sostegno alla famiglia è garantito attraverso “un piano straordinario per la natalità, con asili nido gratuiti e consistenti assegni familiari”. Ritorna il quoziente familiare, che subordina le tasse da pagare alla numerosità del nucleo.