Fca, discussioni in corso con Foxconn per jv auto elettriche in Cina


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MILANO (Reuters) – Fiat Chrysler (MI:FCHA) intende costituire una joint venture con Hon Hai Precision — controllante di Foxconn, la società cinese che assembla gli iPhones — per costruire auto elettriche e sviluppare veicoli connessi a Internet in Cina, nel tentativo di recuperare terreno nel settore della mobilità elettrica.

Fiat Chrysler — che quest’anno lancerà il suo primo modello completamente elettrico, la 500e — lo scorso mese ha raggiunto un accordo vincolante per una fusione da 50 miliardi di dollari con la francese Psa per dare vita alla quarta casa automobilistica a livello mondiale.

La fusione con Psa aiuterà il gruppo italo-americano a rafforzare le proprie risorse per soddisfare le nuove severe norme sulle emissioni e gli investimenti nella mobilità elettrica, dove finora è rimasta indietro rispetto ai principali rivali.

Fca ha confermato questa mattina di essere in trattative con Hon Hai sulla potenziale creazione di una joint venture paritetica per sviluppare veicoli elettrici a batteria di nuova generazione e impegnarsi nell’IoV, il business “internet of vehicles”, con focus iniziale sul mercato cinese.

Monica Bosio, analista di Intesa Sanpaolo (MI:ISP), ha definito il possibile accordo “positivo”, sebbene non dovrebbe avere un impatto significativo sui fondamentali di Fca nel 2020 e nel 2021.

Secondo l’analista, l’accordo dovrebbe aiutare Fca e il futuro gruppo Fca-Psa ad accorciare il gap nei veicoli elettrici e in Asia.

Fca ha detto di essere in procinto di firmare un accordo preliminare con Hon Hai che disciplinerà le ulteriori discussioni per il raggiungimento di “un accordo vincolante e definitivo nei prossimi mesi”.

“Non vi è tuttavia garanzia del fatto che tale accordo sarà raggiunto o lo sarà entro tale termine”, ha precisato.

Con una quota del mercato cinese delle autovetture pari a circa lo 0,35%, Fca opera attualmente nel paese attraverso una joint venture in perdita con Guangzhou Automobile Group.

Tuttavia, la joint venture non produce modelli elettrici e potrebbe quindi avere difficoltà a soddisfare le severe norme cinesi sulle emissioni e le quote di auto ecologiche.