Fitch salva l’Italia: rating invariato a BBB, l’outlook resta negativo. «Probabile voto anticipato»

Fitch salva l’Italia. L’agenzia di rating ha infatti lasciato invariato il giudizio sull’affidabilità creditizia dello Stato italiano a BBB, due gradini al di sopra del junk, la «serie B» dei rating nella quale sono relegati i debitori considerati meno affidabili. L’outlook, cioè le prospettive, resta negativo. Il giudizio riflette da un lato il livello molto alto del debito pubblico e l’assenza di riforme per un aggiustamento del deficit. Pesano anche una qualità degli attivi bancari ancora debole e un tasso di crescita troppo basso.

Tra i fattori positivi, Fitch cita invece l’economia diversificata e ad alto valore aggiunto, con indicatori di disuguaglianza e di sviluppo umano molto superiori a quelli dei Paesi con analogo rating. Positivi anche l’indebitamento «moderato» del settore privato, la sostenibilità del sistema pensionistico, la durata favorevole dei titoli del debito pubblico (6,7 anni in media) e una quota bassa di debito in valuta estera.

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