Fontana, tutte le versioni sui camici: da “non sapevo nulla” al bonifico per il cognato. E ora dice: “Volevo partecipare alla donazione”


Fontana, tutte le versioni sui camici: da “non sapevo nulla” al bonifico per il cognato. E ora dice: “Volevo partecipare alla donazione” 

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Il 7 giugno non sapeva nulla dei camici della società di suo cognato destinati alla Lombardia. Il 26 luglio, invece, sostiene di aver voluto partecipare pure lui alla donazione per la Regione. Che – per inciso – lo ha eletto governatore. Eppure nemmeno Attilio Fontana sembra avere le idee chiare sulla vicenda del materiale medico che il Pirellone avrebbe dovuto acquistare dall’azienda del fratello di sua moglie. O almeno così pare dalle diverse versioni rese a partire dal 7 giugno scorso, cioè quando Il Fatto Quotidiano ha anticipato i contenuti dell’inchiesta televisiva di Report che ha scoperchiato l’affare. In un’intervista rilasciata oggi alla Stampa, il governatore dà la sua (ultima) ricostruzione dei fatti: “Quando è saltata fuori questa storia e ho visto che mio cognato faceva questa donazione, ho voluto partecipare anch’io. Fare anch’io una donazione. Mi sembrava il dovere di ogni lombardo”.

Ricapitolando: Fontana era a conoscenza del fatto che nei mesi scorsi la Dama spa – società gestita dal cognato Andrea Dini e di cui la moglie detiene il 10 per cento delle quote – voleva “donare” camici e altro materiale medico alla Lombardia per un valore di 513mila euro. E per questo decise di “partecipare” al gesto di solidarietà. Come?…