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Forex, euro verso peggior settimana da marzo 2020

Inveting.com – Il conflitto russo-ucraino sta pesando quanto mai sull’euro che si appresta a chiudere la peggior settimana dal marzo 2020 dopo aver perso il 2,1% contro il Biglietto verde, il vero vincitore di queste fasi iniziali della guerra in Est Europa insieme alle materie prime . 

Con un Indice del Biglietto verde ai livelli pre-pandemici, la moneta unica ha perso l’8,3% in un anno passando da 1,19 $ (USA dollars) del marzo 2021 agli attuali $1,09 dopo aver rotto il supporto chiave di USD1,10 a causa dell’attacco russo alla più grande centrale nucleare in Ucraina. Attacco che ha avuto forti ripercussioni su tutti gli asset di rischio, con le Borse europee che stanno perdendo tutte oltre il 3,5%. 

“Lo stato dell’euro e vulnerabile“, ha scritto in un comunicato Jane Foley, FX senior strategist di Rabobank, a causa delle “relazioni che, su scala corporate, esistono tra l’Europa e le aziende russe, oltretutto nel settore energetico”.

Secondo l’esperta, per via della guerra in Ucraina l’inflazione dell’Eurozona (+5,8% a febbraio con prezzi dell’energia al +31%) “sarà più alta per un periodo di tempo più lungo, e con il potenziale di una crescita economica minore”.

Sulla valuta comunitaria pesa pure il contesto monetario e il probabile stop al percorso di normalizzazione che potrebbe arrivare in arrivo delle ripercussioni del conflitto ucraino sulla crescita economica dell’area euro.  

“Se 1ª della guerra ci si aspettava che la Banca Centrale Europea (BCE) alzasse i tassi di interesse in modo significativo nei prossimi due anni, ora essa dovrà rivedere l’agenda per adattarsi agli sviluppi geopolitici e macroeconomici”, scrivono in un comunicato di ricerca Norman Villamin, Chief Investment Officer Wealth Management, e Patrice Gautry, Chief Economist di Union Bancaire Privée (UBP)

Per quanto riguarda l’inflazione, per i due esperti le crescenti pressioni sui prezzi dell’energia, del grano e dei metalli potrebbero far salire l’inflazione dell’Eurozona “tra lo 0,3% e l’1,5%”, con il tasso d’inflazione che “dovrebbe rimanere sopra il 5% su base annua nei prossimi trimestri, con effetti che dureranno fino al 2023”.

In termini di crescita, spiegano da UBP,  “vi sono ulteriori rischi in calo che potrebbero attenuare l’effetto del rimbalzo atteso nel 2º trimestre. I vincoli al commercio avranno un impatto sia sulla Russia che sull’Europa. L’Europa e più dipendente in termini sia di importazioni che di esportazioni, e sebbene l’impatto macro economico delle sanzioni dovesse rimanere contenuto, le aziende che fanno affari in Russia saranno seriamente colpite dalle sanzioni”.

Contro le altre divise, l’euro e scivolato al valore più basso sul pound britannico dai tempi del post referendum sulla Brexit (luglio 2016), con la coppia EUR/GBP a £0,8255 (-4,1% in un anno), mentre l’EUR/JPY cede lo 0,9% a JPY126,54. 

inv-fon 1800

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