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Governo: Setta racconta il Whatever it takes di Draghi per l’Italia



Fu ammesso al Mit come uditore esterno. Per diventare uno studente a tutti gli effetti ha dovuto convincere i docenti che valesse la pena tenerlo. La sua borsa di studio copriva il costo dell’affitto e la retta solo per i primi due anni. Tutto il resto era a sue spese. Per fortuna il Mit contribuiva offrendo agli studenti incarichi di insegnamento retribuiti. Poi, quando nacque sua figlia, trovò un lavoro in una società informatica a oltre sessanta chilometri da Boston. In una giornata tipo frequentava quindi le lezioni, studiava per gli esami e poi scriveva la tesi, insegnava e lavorava nella società informatica. Mario Draghi, oggi presidente del Consiglio, ieri direttore generale del Tesoro, governatore della Banca d’Italia e presidente della Bce, non è un “figlio di papà”, un “banchiere”, un esponente dei “poteri forti”, ma un uomo che ha saputo attraversare un’adolescenza difficile dopo aver perso il padre a 14 anni e la madre a 19. La formazione è stata fondamentale non solo per il suo cursus honorum, ma per averne rinsaldato valori che gli hanno consentito di non cedere alle avversità: i Padri Gesuiti dell’Istituto “Massimiliano Massimo” di Roma, i docenti universitari Federico Caffè alla Sapienza e Franco Modigliani al Mit.

L’ultimo libro di Monica Setta, “Il Presidente” (Piemme, 128 pp., 16,50 euro), descrive con efficacia e senza orpelli non solo gli obiettivi raggiunti da Draghi nella sua lunga carriera professionale, ma appunto la capacità di raggiungere incarichi prestigiosi attraverso l’impegno costante, il senso del dovere e l’attenzione ai dettagli. Senza scadere nell’agiografia (tanto in voga in questi ultimi tempi), la conduttrice di “Unomattina In famiglia” ricorda che per Draghi parlano solo le sue azioni: niente social, niente gossip. Il presidente del Consiglio ha sempre mantenuto uno stile asciutto e la stessa sobrietà caratterizza i suoi più stretti collaboratori. Non è un caso se al governo ha chiamato un gruppo di persone di fiducia nei posti chiave per la realizzazione del Pnrr.

L’autrice ripercorre, inoltre, la vita professionale del premier, partendo dai dieci anni trascorsi al Tesoro come direttore generale con la firma sul piano di privatizzazioni statali che hanno portato nelle casse dello Stato poco meno di 190.000 miliardi delle vecchie lire. Il passo successivo è stato la chiamata di Goldman Sachs, poi la nomina a governatore della Banca d’Italia per ridare autorevolezza a un’istituzione ammaccata dalle polemiche innescate dalla gestione di Antonio Fazio delle scalate bancarie alla Bnl e a Banca Antonveneta. E poi la nomina a presidente della Banca centrale europea, dove è stato fortemente voluto dall’allora premier Silvio Berlusconi. Dei suoi otto anni all’Eurotower, il mondo intero ricorda la celeberrima frase “Whatever it takes”, seguita dalla non meno importante “And believe me, it will be enough”. Con questa frase, come un Avenger pronto a difendere il mondo dal male, nel luglio 2012 Mario Draghi non solo ha salvato l’euro dagli attacchi speculativi sui debiti sovrani, ma ha cambiato il volto all’Unione europea. Nel febbraio 2021, con lo stesso spirito Draghi ha accettato l’incarico di presidente del Consiglio lanciando il “whatever it takes” per l’Italia, ossia cogliere la straordinaria e forse irripetibile occasione del Recovery Fund per realizzare gli investimenti necessari a riportare il Paese a una crescita sostenuta e duratura. La scommessa del Pnrr, il piano vaccinale e le strategie per rendere sostenibile il debito attraverso le riforme sono i temi cruciali della presidenza Draghi. Analisti e politici parlano di un nuovo possibile boom economico: i mercati hanno fiducia nelle capacità del premier di raggiungere gli obiettivi prefissati facendo, appunto, “tutto quanto sarà necessario”. A fronte dei 191,5 miliardi di euro concessi all’Italia dall’Unione europea, il nostro Paese deve riuscire a realizzare le riforme per modernizzare la burocrazia e riuscire a spendere le risorse europee in progetti che possano ridisegnare l’economia nazionale. Mario Draghi sembra la persona giusta al posto giusto.

Perché sebbene i partiti si agitino intorno ad alcune misure che potrebbero far perdere loro un po’ di consenso, tutti -indistintamente- sono consapevoli che se c’è per l’Italia una speranza di cambiamento e di un nuovo miracolo economico sarà possibile realizzarla solo grazie a Draghi. Setta riesce a far confessare questo a Matteo Salvini: “Ho sostenuto Draghi con convinzione e lo farò fino all’ultimo giorno. Sono stato io stesso a lanciare la sua candidatura al Quirinale. Draghi è la persona giusta di cui il Paese in questo momento ha bisogno per far ripartire l’economia dopo la dolorosa crisi dovuta alla pandemia”. L’autrice, infatti, ha raccolto le testimonianze di imprenditori, sindacalisti, manager e segretari di partito, chiedendo a tutti che cosa ne sarà dell’economia italiana con il Recovery Plan. Anche la viceministra grillina dell’Economia, Laura Castelli è convinta che Draghi rappresenti l’ultima occasione per l’Italia per uscire dall’impasse della bassa crescita. “Ce la faremo e sa perché? – dice Castelli a Setta- Sarà Draghi a fare la differenza”. Scommettono tutto su Draghi anche imprenditori -l’autrice ha intervistato tra gli altri Sandro Riello e Michele Perini – e i sindacalisti -come il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri- che puntano sul premier per una nuova fase di concertazione che porti allo sviluppo di una nuova politica industriale.ù

Il libro di Monica Setta racconta l’uomo, il politico, l’economista, i suoi discorsi e le testimonianze di chi lo conosce bene e di chi lo ha incontrato in questi mesi. “Il Presidente” non è soltanto un’analisi a tutto tondo su Draghi e la sua mission di governo, ma è soprattutto il ritratto di un’Italia finalmente in grado di affrontare i problemi che ne hanno bloccato lo sviluppo negli ultimi 25 anni e di guardare al futuro con maggiore ottimismo. L’Istat oggi ha certificato che il boom economico è già in corso. L’Istituto stima che il Pil sia cresciuto del 2,7% nel 2* trimestre rispetto al primo e del 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2020, dato mai toccato dal 1995.

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valeria.santoro@mfdowjones.it

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July 30, 2021 12:45 ET (16:45 GMT)

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Government: Setta tells about Draghi's Whatever it takes for Italy

He was admitted to MIT as an external auditor. To become a full-fledged student he had to convince the teachers that he was worth keeping. His scholarship covered the cost of rent and tuition for the first two years only. Everything else was at his expense. Fortunately, MIT contributed by offering students paid teaching positions. Then, when her daughter was born, she got a job in a computer company more than sixty kilometers from Boston. On a typical day he then attended classes, studied for exams and then wrote his thesis, taught and worked in the information society.