Imu, Irpef e tassa di soggiorno: ecco i comuni dove aumentano le imposte

Dopo tre anni di tregua, le imposte locali tornano ad aumentare. In mezzo a qualche rara agevolazione, i bilanci preventivi 2019 dei Comuni mostrano i primi effetti della “mano libera” che l’ultima manovra ha lasciato agli amministratori. L’Imu cresce in quasi una città su dieci (il 9,4%) tra gli 85 capoluoghi che hanno risposto al Sole 24 Ore del Lunedì. L’addizionale Irpef, invece, aumenta nel 7,3% dei casi.

Sembrano percentuali contenute, ma in molti Comuni le aliquote avevano già raggiunto il massimo nel 2016, quando era scattato lo stop ai rincari. Senza contare che il blocco non si era applicato alle città in dissesto, come Catania, Terni (che ha il prelievo al top dal 2018) e Caserta (che venerdì 29 marzo ha rinunciato a deliberare sulla definizione delle liti). Comunque, sono i tributi minori a registrare più ritocchi: dall’imposta di soggiorno (10,7%) alla Tosap (6,2%) fino all’imposta di pubblicità (con il record del 37,8%, motivato però da ragioni tecniche).

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