La pastaia che voleva fare la diplomatica: “Gli agricoltori si ribellano, ma il protezionismo non serve a difendere il nostro grano”

Repubblica

Nel logo dominato dal colore rosso, c’è uno splendido sole, il grano maturo, una bella mietitrice con la gonna scarlatta e il nome: Riscossa. Gli fu dato negli anni Cinquanta, per imprimere un messaggio di rinascita dopo i patimenti della guerra. E non è mai cambiato. Margherita Mastromauro, 48 anni, general manager, è la quarta generazione nel pastificio della famiglia, nato come un piccolo laboratorio artigianale nel 1902 a Corato, in Puglia, nel cuore delle Murge. Il fondatore Leonardo, suo bisnonno, in quei tempi grami spinse i figli maschi ad emigrare in America per cercare fortuna. Quelli misero su una attività di trasporti di carbone e ghiaccio e qualche tempo dopo se ne tornarono al paese con un piccolo gruzzolo che servì per dare al laboratorio pastaio un primo assetto industriale.
La storia di oggi racconta che il pastificio Riscossa produce 600 mila quintali di pasta all’anno, ha cento addetti, un fatturato di 40 milioni di euro, esporta il 50 per cento in più di 80 paesi nel mondo: in Europa con Germania, Francia, Belgio, Russia e Ucraina, negli…

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