La ‘put saudita’ per tenere alto il prezzo del petrolio

Il ministro per l’energia dell’Arabia Saudita ha chiarito che l’obiettivo del Regno è di ridurre le forniture globali di petrolio al di sotto della media quinquennale: in pratica ‘prezzi del greggio più alti’

A gennaio gli Etf specializzati sul petrolio sono risultati l’investimento più redditizio (+18% in euro), sia nella versione Brent (benchmark del greggio europeo) che in quella Wti (benchmark statunitense). In realtà, si è trattato di un rimbalzo dai minimi registrati nel quarto trimestre 2018 causati da un’insieme di circostanze particolari: dai timori di rallentamento in Cina e in altre importanti aree del mondo (Europa e Giappone) alle deroghe alle sanzioni Usa a Teheran in concomitanza di un aumento della produzione dell’Arabia Saudita e della Russia (prese in contropiede dalla mossa di Washington più conciliante con l’Iran). Tuttavia, la decisione dei membri Opec a cui si è aggiunta la Russia…
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