L’ex tesoriere Lusi e il «sistema» per nascondere 25 milioni di rimborsi elettorali

Un «sistema» di società estere per dirottare circa 25 milioni di euro di rimborsi elettorali per la Margherita. Una sottrazione – riconosciuta anche dalla Corte di Cassazione – avviata a partire dal 2002, quando Luigi Lusi era stato nominato tesoriere per nomina fiduciaria del segretario Francesco Rutelli, anche lui rimasto vittima di questa maxi frode. Per queste accuse Lusi sta scontando una pena a 7 anni di reclusione. Tuttavia, se pure è stato confiscato un patrimonio per 9 milioni di euro, mancano all’appello ancora 16 milioni. Un tesoretto di cui si è persa traccia.

La segnalazione di Bankitalia
L’inchiesta inizia formalmente con una segnalazione per operazione sospetta della Banca d’Italia. L’atto, del 2012, fece luce sull’acquisto di un appartamento in via Monserrato a Roma, nelle vicinanze di Piazza Navona. Ed è nelle pieghe dei documenti di questa compravendita che sono saltate fuori due società estere, la Ttt srl e la Paradiso, attraverso cui l’allora tesoriere era riuscito a veicolare i capitali dei rimborsi elettorali con un intricato sistema di fatture per operazioni inesistenti.

Leggi anche altri articoli di Economia o leggi originale


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer