L’intesa Cdp/Autostrade è già cambiata. Deal non prima del 2021


L’intesa Cdp/Autostrade è già cambiata. Deal non prima del 2021 

Bisogna tornare alla notte tra il 14 e il 15 luglio, quella dell’accordo tra il Governo e i Benetton, per capire come l’evoluzione delle ultime ore ha generato una coda velenosa nella vicenda Autostrade. Quella notte fu deciso un percorso per step e una data – il 27 luglio – per dare avvio all’operazione attraverso un memorandum. Nella bozza del memorandum, però, lo schema è cambiato rispetto a quello messo nero su bianco nel comunicato stampa di palazzo Chigi. Oltre all’effetto collaterale di allungare i tempi del primo passo della nuova Autostrade, ce n’è un altro più rischioso. Tci, uno dei più grandi fondi del mondo e socio di Atlantia (la casa madre attraverso cui i Benetton controllano Autostrade) ha detto no, così non va. Quello che è avvenuto dice una cosa: la convinzione del Governo di aver chiuso la partita si è rivelata fragile non appena si è passati dall’annuncio alle carte. 

Come è cambiato lo schema per la nascita della nuova Autostrade

Ma torniamo al comunicato. Il Governo aveva previsto un percorso a tappe, con un primo passaggio chiaro: aumento di capitale riservato alla Cassa depositi e prestiti. Tradotto: lo Stato dentro Autostrade. E primo sgonfiamento degli altri soci, Benetton ovviamente inclusi. Alle nove di sera di venerdì, la Cassa ha inviato una bozza del memorandum ad Atlantia. Lo schema è cambiato: la Cassa entrerà, ma solo quando Autostrade sarà quotata in Borsa. Una rimodulazione del cronoprogramma annunciato dal…