Mafie, corruttori e faccendieri: i modelli della nuova criminalità

Una borsa, sempre aperta sulla scrivania. Così che senza neanche chiedere, gli imprenditori lasciassero le buste con il denaro. Siamo nell’ufficio di una dirigente d’ azienda e quest’immagine rende, in modo plastico, la «deprimente quotidianità della corruzione», emersa in molte indagini sparse per l’Italia. Una corruzione che si sviluppa sempre più attraverso «reti estese e articolate, particolarmente pericolose nella fase attuale di debolezza della politica».

È un’analisi puntuale e allo stesso tempo una denuncia rivolta alla collettività, quella mossa da Giuseppe Pignatonee Michele Prestipino – procuratore della Repubblica di Roma il primo, procuratore aggiunto il secondo, per anni insieme a Palermo, Reggio Calabria e ora nella capitale – nell’analisi del “mondo degli affari”, uno dei capitoli del saggio “Modelli criminali. Mafie di ieri e oggi” (Laterza, 219 pagg, 20 euro), in libreria da giovedì 21 febbraio.

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