Morbillo, senza vaccino fuori da esercito, società sportive ed Erasmus

Vaccinazione contro morbillo e rosolia a tappeto per tutti i nati dopo il 1975. Nel complesso, oltre 2 milioni e mezzo di persone interessate (per la precisione 2.512.081), a cui andranno somministrate due dosi, ipotizzando una copertura al 100%. L’obiettivo del Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita 2019-2023, inviato dal ministero della Salute alle Regioni per l’intesa che lo renderà operativo, è far uscire l’Italia dalla posizione di Paese endemico, tra gli otto segnalati dall’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

La legge Lorenzin che ha ripristinato l’obbligo a scuola nel luglio 2017 ha prodotto – per ammissione del ministero M5S guidato da Giulia Grillo, fermamente contraria all’imposizione della profilassi – un balzo in avanti delle coperture decisivo, ma non sufficiente. E soprattutto limitato alle coorti dal 2001 in poi (quelle raggiunte dall’obbligo a scuola), mentre ancora oggi resta scoperta un’ampia fascia di adolescenti e adulti – l’età media dei contagi è sui 27 anni – che il nuovo Piano si ripromette di intercettare con un’azione a tutto campo.

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