Nigeria accusa ex procuratore generale per reati finanziari in deal petrolio da 1,3 mld dlr


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di Camillus Eboh

ABUJA (Reuters) – L’agenzia nigeriana sui reati finanziari ha accusato l’ex procuratore generale Mohammed Adoke, sospettato di aver accettato tangenti per facilitare una vendita di petrolio per 1,3 miliardi di dollari.

Lo ha annunciato oggi la Commissione, segnando l’ultima svolta in uno maggiori scandali di corruzione del settore petrolifero.

L’indagine dell’EFCC (Economic and Financial Crimes Commission) riguarda la vendita da 1,3 miliardi di dollari da parte di Malabu Oil and Gas di un giacimento petrolifero offshore nigeriano noto come OPL 245, avvenuta nel 2011.

Eni (MI:ENI) e Royal Dutch Shell acquisirono congiuntamente il campo da Malabu.

La vendita del giacimento petrolifero ha generato procedimenti legali in diversi paesi, coinvolgendo funzionari del governo nigeriano e dirigenti di Eni e Royal Dutch Shell.

Mohammed Adoke, ex procuratore generale ed ex ministro della Giustizia della Nigeria, è stato accusato di aver ricevuto l’equivalente in dollari Usa di 300 milioni di naira nel 2013 per facilitare l’operazione OPL 245 e aiutare a revocare le tasse per Shell ed Eni, secondo il verbale dello stato d’accusa depositato in un alto tribunale di Abuja la scorsa settimana.

Non è stato possibile contattare Adoke o il suo avvocato per un commento immediato. L’avvocato aveva precedentemente dichiarato che l’ex procuratore generale era certo che sarebbe stato scagionato in tribunale.

Secondo le informazioni, anche le filiali locali di Shell ed Eni sono state accusate di aiutare illegalmente Adoke ad evadere le tasse.

Malabu era di proprietà dell’ex ministro del petrolio Dan Etete.

Shell ed Eni e i loro dirigenti hanno negato ogni illecito. Anche Etete rigetta le accuse.

L’EFCC ha arrestato a dicembre Adoke, che è stato procuratore generale dal 2010 al 2015, dopo che l’Interpol lo aveva arrestato a Dubai a novembre.

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