Nomine, da Fincantieri a Sace tutte le partite in casa Cdp

Per il piatto più ghiotto, la poltrona di ad di Fincantieri, dove siede attualmente Giuseppe Bono, 75 anni, una vita al servizio dell’industria di Stato e da 16 anni al timone del gruppo triestino, la corsa è già partita. Alimentata dalle voci di un possibile ingresso nella plancia di comando dell’azienda da 5,5 miliardi di fatturato, dati 2018 alla mano, e con 19.274 dipendenti sparsi in quattro continenti (di cui 8.662 in Italia), di Paolo Simioni, presidente e dg di Atac, l’azienda municipalizzata dei trasporti romani, sponsorizzato dai Cinquestelle. Ma in casa Cdp, che detiene il 71,6% del gruppo cantieristico attraverso la controllata Fintecna, le nomine arrivate a scadenza con l’approvazione del bilancio 2018 sono diverse anche se tutta l’attenzione è concentrata sulle big: oltre a Fincantieri, Snam, Italgas, Ansaldo Energia, Sace e Simest.

Il primo step: Palermo e Tononi alla guida di Cdp Reti
Un primo tassello, però, è andato a traguardo proprio nei giorni scorsi, quando il cda di Cdp che ha deliberato l’aumento della quota in Tim ha dato altresì il via libera al nuovo tandem alla guida di Cdp Reti, il veicolo societario al quale fanno capo il 29,8% di Terna, il 30,3% di Snam e il 26,04% di Italgas, queste ultime due, come detto, nel novero delle aziende chiamate nelle prossime assemblee dei soci a rinnovare i vertici: così l’ad di Cassa Fabrizio Palermo e il presidente Massimo Tononi hanno preso, rispettivamente, il posto di Leone Pattofatto (uscito dalla spa di Via Goito nei mesi scorsi per nuove esperienze professionali) e di Carlo Baldocci, attualmente responsabile Public Affairs.

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