Oms: taglio fondi Trump solleva critiche nel mondo


La decisione del presidente statunitense, Donald Trump, di interrompere i finanziamenti all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha suscitato critiche da tutto il mondo, mentre il numero di infezioni confermate da coronavirus si avvicina a due milioni e la pandemia fa sentire il suo impatto negativo sull’economia internazionale.

Gli Stati Uniti rappresentano circa un terzo di tutti i casi confermati e 26.000 sono le morti avvenute nel Paese a causa del virus, superando, all’inizio di questa settimana, il numero di vittime in Italia.

Il bilancio mondiale delle vittime avvenute a causa della pandemia ha superato i 128.000, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Nel frattempo, gli elettori sud-coreani oggi si sono recati alle urne con maschere sul viso, le prime elezioni nazionali al mondo che si sono svolte durante la pandemia.

I governatori negli Stati Uniti hanno delineato i loro piani per ripristinare gradualmente le misure di contenimento del virus che hanno paralizzato le economie dei loro Stati, e Trump ha detto che presto pubblicherà delle linee guida.

I funzionari dell’Unione Europea oggi hanno pubblicato le raccomandazioni per revocare i blocchi nazionali e hanno esortato i 27 Governi membri del blocco a coordinare le loro mosse.

Trump ha detto ieri che lascerà che i singoli governatori gestiscano i propri stati e che interverrà soltanto se dovessero aver bisogno di assistenza. Il presidente, in precedenza, aveva dichiarato di avere l’autorità suprema di decidere quando gli Stati avrebbero potuto riaprire, invocando poteri che, secondo gli esperti, sono in contrasto con le disposizioni della Costituzione Usa sui diritti degli Stati.

Ogni Stato lavorerà a fianco del Governo federale su singoli piani per riavviare le proprie economie, ha affermato Trump, e alcuni potrebbero essere in grado di ripartire prima della scadenza delle linee guida sul distanziamento sociale.

L’inquilino della Casa Bianca ha cercato di evitare di ribattere alle critiche sulla sua risposta alla pandemia, tra cui la carenza di test diagnostici e i problemi sul trasferimento delle attrezzature mediche agli Stati.

Ieri Trump ha incolpato l’Oms per non aver agito rapidamente per frenare il contagio in Cina, dove il virus è stato identificato per la prima volta. Il leader americano ha biasimato i funzionari dell’Agenzia delle Nazioni Unite per essersi fin troppo fidati delle parole delle autorità cinesi e per aver dimostrato delle scetticismo sulle restrizioni statunitensi ai viaggi in Cina.

Un alto funzionario dell’amministrazione americana ha dichiarato che la sospensione del finanziamento entrerà in vigore immediatamente, evidenziando che, nel 2019, gli Stati Uniti hanno versato all’Oms 453 milioni di dollari.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha criticato la decisione, sostenendo che non è il momento di tagliare le risorse alle operazioni dell’Oms o di qualsiasi altra organizzazione umanitaria nella lotta contro il virus. Negli Stati Uniti, i legislatori democratici hanno affermato che il congelamento dei finanziamenti potrebbe complicare le attività della comunità internazionale di risposta alla pandemia.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha detto che la fine dei finanziamenti statunitensi ostacolerà la cooperazione globale nella lotta contro il virus, ribadendo che la Cina continuerà a sostenere l’Organizzazione ed esortando gli Stati Uniti a rispettare i propri obblighi a sostegno dell’Oms.

L’alto rappresentante europeo per la Politica Estera, Josep Borrel, il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, e funzionari di altre capitali hanno usato Twitter per condannare il congelamento dei finanziamenti e lanciare un appello per la cooperazione e l’unità.

Il portavoce del Governo giapponese, Yoshihide Suga, ha rifiutato di commentare direttamente la mossa di Trump, ma ha segnalato che il Giappone non intende tagliare i suoi finanziamenti all’Oms.

Mentre i Governi di tutto il mondo valutano i costi della pandemia, il Fondo monetario internazionale ha dichiarato ieri che l’economia mondiale dovrebbe contrarsi del 3% nel 2020, una cifra che non ha eguali in nessuna recessione, se non quella della Grande Depressione.

fux

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