Home Economia Pensioni: in arrivo il restyling di quota 100. Ecco come potrebbe cambiare

Pensioni: in arrivo il restyling di quota 100. Ecco come potrebbe cambiare

Un “pensatoio” tecnico, ma non solo, al Cnel. Un tavolo da far partire al ministero del Lavoro con le parti sociali. E due commissioni tecniche da costituire rapidamente con una mission ben precisa: studiare la “gravosità” delle occupazioni e analizzare la spesa pubblica in materia previdenziale ed assistenziale fornendo utili indicazioni entro il 31 dicembre del 2020 per correttivi e riorganizzazioni.
Se i venti di crisi non prenderanno il sopravvento sulla tenuta del Governo, già dalle prossime settimane il cantiere-previdenza riprenderà a lavorare a pieno ritmo. Con un obiettivo obbligato: trovare la strada più idonea per superare lo scalone che si creerà tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 quando termineranno i tre anni di sperimentazione di Quota 100.

Ipotesi 1
Resterebbe Quota 100, magari alzando i requisiti minimi a 64 anni di età e 36 di contributi e, soprattutto, configurando l’assegno da erogare in versione esclusivamente contributiva come già accade per Opzione donna, ovvero con un ricalcolo contributivo dell’intero montante. Una concreta possibilità, visto che le “coorti” in uscita dal 2022 in avanti avranno sempre meno anni residui a calcolo retributivo e, dunque, subiranno un impatto sempre più modesto in termini di pensione finale e tasso di sostituzione con l’ultimo stipendio.

Il Cnel
Il presidente del Cnel, Tiziano Treu, ha messo insieme un gruppo di tecnici composto da Alberto Brambilla, Angelo Pandolfo, Cesare Damiano, Marco Leonardi, Michele Raitano, Michele Faioli i quali si occuperanno innanzitutto di trovare:
a) una soluzione sostenibile di flessibilità con cui gestire l’uscita dalla sperimentazione di Quota 100 per evitare lo scalone di 5 anni per il pensionamento;
b) la forma di integrazione su base fiscale da adottare per dare più forza alle pensioni di lavoratori che, per via delle carriere discontinue e dei bassi salari, avranno una pensione inadeguata.

Ipotesi 2 e 3
Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in un’intervista a “Il Messaggero” ha affermato che la strada da percorrere è quella di uscite anticipate tarate sul grado di “gravosità” delle varie categorie lavorative e di incrementi dell’aspettativa di vita bloccati per anno di nascita del lavoratore-pensionato.

La commissione tecnica per lo Studio delle attività gravose, che è stata nuovamente prevista dall’ultima manovra insieme a quella sulla separazione della previdenza dall’assistenza, appare chiaramente funzionale allo schema ipotizzato dal presidente dell’Inps. Questo schema dovrebbe essere visto di buon occhio dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che coordinerà il tavolo con le parti sociali.

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