Putin mette ai voti il futuro della Russia (e il suo)

La parola d’ordine attesa dall’intervento di inizio anno del presidente russo davanti alle Camere riunite era “lotta alla povertà”. E infatti Vladimir Putin ha dedicato la parte principale del messaggio all’uomo: al diritto di tutti i cittadini russi a un’esistenza dignitosa, e alla determinazione dello Stato a garantirglielo, aprendo i cordoni della borsa.

E tuttavia, dopo essersi dilungato sull’aumento delle risorse che verranno destinate alla scuola e alla sanità pubblica, oltre che sugli aiuti alle famiglie per incoraggiarle a frenare il calo demografico e ad avere più figli, il presidente russo ha riservato la vera sorpresa all’ultima parte del suo poslanie, l’intervento nella Sala del Maneggio di Mosca affollata di tutte le più alte cariche dello Stato. Putin ha proposto di modificare la Costituzione per affidare più poteri alla Duma, il Parlamento russo. Ma lascia la parola ai cittadini, perché «spetta alla gente decidere». Il nuovo sistema verrà sottoposto a un referendum nazionale, per avere più legittimità.

Il referendum costituzionale
Di fatto è come se Putin avesse deciso di mettere ai voti la strada che ha scelto per il proprio futuro: «La soluzione più elegante al problema della successione», osserva un attento osservatore della Russia, Ben Aris, responsabile di Business New Europe.

Con l’ultimo mandato presidenziale in scadenza nel 2024, e la convinzione ribadita alle Camere che sia giusto mantenere il limite costituzionale a non più di due mandati consecutivi, Putin disegna un nuovo assetto istituzionale più equilibrato, con il centro del potere trasferito al Parlamento e un sistema giudiziario più indipendente.

Più poteri al Parlamento
Spetterà alla Duma, e non più al presidente, nominare il primo ministro e confermare il governo che al Parlamento risponderà. Saranno i deputati a verificare che pensioni e salari minimi non scendano sotto la soglia di povertà. Resta da capire quale ruolo esatto Putin sta immaginando per se stesso, figura con ancora in mano le leve del potere ma in una posizione diversa: capo di un partito, segretario del Consiglio di Stato, “padre della nazione”?

Qualunque sarà il suo posto, Putin lo prepara puntando tutto sul rafforzamento del consenso sociale, sul miglioramento dell’economia – affidato al rilancio di 12 grandi progetti nazionali – e sulla posizione conquistata da Mosca sulla scena internazionale.

Gli aiuti alle famiglie
Perché contrariamente al discorso sullo stato della nazione dell’anno scorso, Putin ha dedicato pochissimo tempo ai temi internazionali o allo sfoggio dei nuovi arsenali. Ha soltanto evocato lo scenario in cui la Russia ha conquistato un ruolo autorevole, ha fatto appello alla «saggezza, alla volontà politica e al senso di responsabilità» necessari per risolvere le tensioni che infiammano il Medio Oriente.

Ha avvertito che la Russia «ha garantito la propria difesa per decenni a venire». Ed è con questo senso di sicurezza che Putin è passato a tratteggiare il futuro del Paese, che vuole stabile e prospero, sovrano e indipendente. L’obiettivo più alto: «La Russia – ha concluso Putin – siamo noi. E intendo tutti quelli che sono fuori da questa sala».