Quota fissa di musica italiana in radio: la Lega «copia» il modello francese

Se il sovranismo alza steccati tra Italia e Francia, la musica, o meglio la tutela di un certo tipo di musica, avvicina Roma e Parigi. Dopo una crisi diplomatica che ha registrato il suo culmine nel richiamo dell’ambasciatore in Italia, oggi tornato a Roma, la Lega di Matteo Salvini “copia” dalla Francia la ricetta per far trasmettere un maggior numero di canzoni italiane sulle emittenti radiofoniche. Se quindi sul ruolo e sul futuro dell’Unione europea le posizioni tra il leader del Carroccio e il presidente Macron restano sostanzialmente distanti, e la distanza è destinata a permanere, se non a crescere, con l’avvicinarsi delle elezioni europee a fine maggio, sulla musica le posizioni non sono così distanti.

La proposta leghista: le radio trasmettano almeno un brano italiano su tre
Una proposta di legge della Lega, che vede come primo firmatario il presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera ed ex direttore di Radio Padania Alessandro Morelli, punta a introdurre una quota minima obbligatoria di repertorio musicale italiano che le emittenti radiofoniche (nazionali e private) sono tenute a trasmettere. La proposta è in linea con un sistema, il sistema delle “quote”, che in Francia è applicato da 25 anni. Dal 1994, infatti, a seguito dell’approvazione della legge Toubon (da Jacques Toubon, ministro della cultura del governo Balladur) sull’uso e la promozione della lingua francese in tutti i contesti, le radio sono obbligate a trasmettere musica francese per una quota pari almeno al 40% della programmazione giornaliera.

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