Renault: la sfida di De Meo (Mi.Fi.)


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Oggi : Lunedì 13 Gennaio 2020

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Luca de Meo, che ha appena guidato Seat (controllata spagnola di Volkswagen) al suo record storico di vendite (574mila vetture nel 2019, con un incremento dell’11% sul 2018), in settimana ha rassegnato le dimissioni da presidente della casa di Barcellona. Il motivo, noto da settimane, è che il 52enne manager italiano è in pole position per diventare, salvo sorpresissime dell’ultima ora, nuovo direttore generale di Renault, un ruolo che significa essere il numero uno operativo della Losanga immediatamente al di sotto del presidente Jean Dominique Senard.

Per de Meo, scrive Milano Finanza, si tratterà dell’apice di una carriera percorsa sempre in ascesa e iniziata proprio in Renault per poi passare da Toyota, Fca (dove è stato uno dei più stretti collaboratori di Sergio Marchionne) e gruppo Volkswagen. Anche perché l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubsihi è insieme a Toyota e al gruppo Volkswagen l’uno player mondiale dell’auto a superare l’asta dei 10 milioni di vetture immatricolate all’anno a livello globale. Ma il punto sarà, alla luce del caso Ghosn (si legga anche intervista in pagina 20), capire quale sarà la Renault che gli verrà affidata. Lo Stato francese è in ultima istanza il socio principale dell’alleanza che tramite partecipazioni incrociate lega Renault con Nissan e Miitsubishi, ma come ha ben evidenziato la vicenda Ghosn,, questa struttura va sempre più stretta ai giapponesi che per molti esercizi hanno sostenuto le vendite e i ricavi dell’intera alleanza soprattutto con le immatricolazioni asiatiche e nordamericane di Nissan. Per dirla con un consulente internazionale dell’auto, “Renault come è adesso è un po’ come il regno del Portogallo quando aveva come colonia il Brasile. Quando Lisbona perse la ricca colonia sudamericana non potrà più dirsi una superpotenza planetaria”.

red

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