Saccoccia (Asi): «L’Italia deve conservare e rafforzare le eccellenze conquistate nello spazio»

Per il suo debutto ufficiale alla guida dell’Agenzia Spaziale Italiana ci vorrà ancora qualche giorno. Il tempo necessario per gli ultimi passaggi formali che serviranno a chiudere il cerchio attorno alla sua nomina dopo il via libera del Comitato interministeriale per lo spazio e il decreto firmato ieri dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti. Ma il nuovo numero uno dell’Asi, Giorgio Saccoccia, 56 anni, bellunese, ingegnere aerospaziale con una solida esperienza nel settore e un importante incarico nell’Agenzia spaziale europea (Esa) – dove attualmente è il capo della divisione impegnata in propulsione spaziale e aerotermodinamica -, ha le idee molto chiare sulle prossime sfide che attendono l’Italia, ma soprattutto ci tiene a sottolineare un punto cruciale.

Il neo presidente: lo spazio è un settore strategico
«Lo spazio è un settore strategico e non solo per le sue implicazioni economiche». Ed ecco perché, secondo il neo presidente dell’Asi, il riordino del settore, che ha posto la governance dello spazio sotto la responsabilità del Comitato interministeriale presieduto dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, «è stato molto opportuno perché il comparto ha delle ricadute che investono un’area molto vasta ed è assolutamente trasversale». E con tale riassetto, prosegue Saccoccia, «si è realizzato un coordinamento efficiente tra tutti gli attori, dall’Asi al governo, dall’industria a tutto il mondo della ricerca e dell’università, che pone l’Italia in una posizione di assoluto vantaggio rispetto ad altre nazioni che hanno budget più elevati del nostro». Un vantaggio, osserva l’ingegnere bellunese, «che l’Italia è nelle condizioni di poter sfruttare».

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