San Ferdinando, al posto del ghetto c’è la tendopoli, ma si muore lo stesso

Ghetto o tendopoli, il risultato non cambia. A San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro, le fiamme divampano e uccidono tra le tende blu del ministero dell’Interno proprio come nelle baracche abusive di lamiera rase al suolo lo scorso 6 marzo dalle ruspe dell’esercito. Uno sgombero lampo che ha costretto molti dei braccianti stranieri che alloggiavano nella baraccopoli – circa 1800 – ad allontanarsi dall’area e dai campi in cui erano impegnati nella raccolta delle arance e delle clementine.

Gli effetti dello sgombero
Alcuni vagano tra Jonio e Tirreno, 200 sono stati trasferiti negli ex Sprar e Cas. Circa 400, invece, hanno accettato di spostarsi nella vicina tendopoli realizzata due anni fa dalla Protezione civile regionale e ampliata nei giorni scorsi con le tende del ministero, proprio per far fronte all’emergenza dello sgombero. Ora, concentrate in un’area progettata per contenere provvisoriamente 500 persone, ce ne sono 932.

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