Sblocca cantieri e decreto Brexit all'attenzione del Cdm

Lavori a singhiozzo per il Consiglio dei ministri, iniziato come da convocazione alle 14 e subito sospeso e rinviato alle 18.30. Una lunga pausa, giustificata dagli impegni concomitanti di alcuni esponenti del Governo, che dovrebbe dar modo alla maggioranza di trovare la quadra politica sul decreto sblocca-cantieri, il punto più controverso dell’ordine del giorno che comprende anche un decreto legge per la tutela dei correntisti dai possibili effetti negativi della Brexit imminente.

Dopo lo stop al mini-condono per le piccole irregolarità negli edifici privati pre-1977, cancellato dalla bozza del provvedimento per il secco no del M5S, i nodi da sciogliere rimangono comunque tanti, a partire dalle norme “ammazza-gare” (per permettere affidamenti diretti per lavori fino a 1 mln di euro). Non è quindi da escludere un’approvazione «salvo intese» del decreto (formula già usata per il Ddl spazzacorrotti e il Dl Genova che permetterebbe al Governo di ritoccare il testo anche dopo il via libera del Cdm), anche se il premier Giuseppe Conte ha chiarito che se questo avverrà sarà «non per divergenze bensì per motivi tecnici».

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