Siae, Mogol sta con «radio sovranista». Quando traduceva Dylan e Bowie

Sembrava finito in un cassetto, dopo le fatidiche parole pronunciate una settimana fa dal Capitano. «Il governo non può imporre che musica va in onda», aveva detto il vicepremier Matteo Salvini. Eppure, a ritirare fuori il progetto di Legge lanciato dal deputato della Lega Alessandro Morelli sulle quote minime di canzoni italiane da trasmettere alla radio, ci ha pensato Giulio Rapetti in arte Mogol, presidente in carica della Siae. Che, dopo aver rilasciato interviste a favore della misura, ha scritto una mail agli associati. Con l’esortazione a «contribuire a questa battaglia per la valorizzazione della nostra musica».

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