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Sole 24 Ore, andata e ritorno nel labirinto della riforma Irpef. “Avvantaggia i redditi alti”,…

A Il Sole 24 Ore ci sono fior di esperti abituati abituati a maneggiare cifre, tabelle, norme e leggi. Non e difficile immaginare che, sin dal 1º momento, al quotidiano di Confindustria fosse ben chiaro come la riforma Irpef del governo Draghi avrebbe portato i maggiori benefici a redditi medio alti lasciando poco o nulla a quelli più bassi. E, difatti, Il Sole 24 Ore del 5 dicembre titola in prima pagina “Nuova Irpef, ecco chi ci guadagna” e vetrina come i benefici si impennino dopo i 38mila euro e restino superiori ai 500 euro fino a stipendi da 68mila euro lordi annui. Viceversa nella fascia 25-35 mila euro i vantaggi rimangono al di sotto dei 100 euro, a 28mila addirittura risulta un piccolo aggravio. La tabella pubblicata a inizio mese non vetrina cosa accade sotto i 15mila euro, area dove i benefici via via si riducono. Non c’e dunque la fascia di reddito dei 10mila euro, sebbene sotto questa soglia ricada circa il 20% dei contribuenti e dove la riforma non porta praticamente nessun vantaggio. Dettagli.

L’8 dicembre il quotidiano di Confindustria presenta un grafico titolando “Decontribuzione e tagli Irpef: in busta paga fino a 409 euro in più”. La tabella mette insieme due misure diverse, una strutturale l’altra temporanea per i soli redditi sotto i 35mila euro. Nella simulazione si parte dai 17.500 euro di reddito, tagliando fuori un contribuente su quattro, appartenenti, di nuovo, alla fascia dove i vantaggi sono minori. Il risultato ottico, mischiando misure diverse, e quello di far sembrare che la riforma del governo avvantaggi oltretutto i redditi più bassi. I dati sono forniti dallo studio De Fusco Labour and Legal. Lo studio non ha mai risposto alla richiesta di chiarimenti su alcuni dati e sulle modi con cui sono stati elaborati avanzata da Ilfattoquotdiano.it.

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