Spaxs: Passera mira ad acquisire banca leggera, Fonspa non in target (fonti)

Una società con licenza bancaria che non abbia una rete fisica, che sia agile e di dimensioni contenute e si sposi con un modello di business innovativo di digital banking.

E’ questo l’identikit dell’istituto di credito che Corrado Passera, ex banchiere ed ex ministro per lo Sviluppo Economico del governo Monti, punta ad acquisire per completare la sua nuova Spac (già battezzata Spaxs). Il target descritto, secondo fonti finanziarie vicine al dossier, non sembra coincidere con Credito Fondiario, la realtà controllata da Tages Holding e indicata da indiscrezioni stampa come papabile “preda”.

Il motivo è semplice. La Spac ha l’obiettivo di creare un operatore attivo nei servizi delle piccole e medie imprese, nel mercato dei non-performing loans e nell’offerta di servizi ad alto tasso di digitalizzazione. Se è vero che l’ex Fonspa può contare su un’infrastruttura tecnologica e operativa di nuova generazione ed è specializzata nell’investimento, gestione, portfolio management e servicing di attività creditizie, anche deteriorate, le dimensioni sembrano escluderla dal parterre di banche cui Passera e il suo team stanno guardando con interesse.

Fonti spiegano che sarebbe illogico acquisire una realtà che andrebbe “ristrutturata” per poter essere adeguata dal punto di vista normativo, organizzativo e tecnologico agli obiettivi del progetto: con tutti gli oneri finanziari che questa riorganizzazione comporterebbe.

La Special purpose acquisition company, firmata da Passera insieme al partner Andrea Clamer, ex Banca Ifis, si quoterà al Mercato Alternativo dei Capitali di Piazza Affari (Aim) a inizio febbraio (venerdì dovrebbe chiudersi il collocamento). Quest’ultima si propone di raccogliere tra i 400 e 500 milioni di euro per diventare – spiegano i promotori in una nota – tra le più grandi Spac in Italia. Risorse certamente interessanti – che Passera e Clamer non dovrebbero faticare a trovare vista la reputazione di cui godono presso gli investitori – ma che portano a pensare a una società target diversa da Credito Fondiario, visto che una parte marginale di queste risorse dovrebbe essere impiegata per l’acquisto dell’istituto di credito.

Qualcuno fa notare che – data l’esperienza accumulata da Passera nei servizi di digitalizzazione (in Intesa Sanpaolo ma anche in Poste Italiane) e nei servizi innovativi di investimento e quella capitalizzata da Clamer sul fronte Npl – non si guarda necessariamente a un soggetto già attivo nel medesimo settore. Più che altro si punta a una piattaforma leggera, ordinata, su cui sia semplice innestare il modello di business. Se la licenza bancaria è un must have della società target, la sua presenza a Piazza Affari non sarebbe un requisito cui si guarda al momento o quanto meno non è un fattore discriminante. Detto ciò sebbene sia già stata fatta un’analisi di mercato, soltanto in un secondo momento si potrà entrare nel merito del progetto di acquisizione.

cce

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