Sprar, Cara e Cas: dove sono distribuiti i 135mila migranti accolti in Italia

La vicenda del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto svuotato e chiuso entro fine mese (con annessa polemica per le modalità sbrigative dello sgombero) ha riportato d’attualità il tema del sistema nazionale di accoglienza dei migranti. All’inizio del 2018 i richiedenti asilo e rifugiati ospiti delle strutture di accoglienza in Italia, in base ai dati del Viminal,, erano 183mila. A fine anno si sono ridotti a 136mila, ripartiti tra le varie regioni italiane, con in testa Lombardia (18.582, pari al 14%), Lazio (12.249, 9%) e Campania (11.962, 8%).

Gli hotspot
Il sistema di accoglienza è articolato in tre fasi che prevedo l’impiego di specifiche strutture: gli hotspot, i cosiddetti Cara e Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Gli hotspot sono luoghi di sbarco attrezzati attivati per aderire agli impegni assunti con la Commissione europea. In questa fase si svolgono tutte le operazioni di soccorso, di prima assistenza sanitaria, di pre-identificazione e fotosegnalamento, di informazione sulle procedure dell’asilo e della “relocation”. Attualmente sono situati a Lampedusa (parzialmente disabilitato negli ultimi tempi), Pozzallo, Trapani e Taranto. Nei porti di Messina e Palermo, a seconda delle emergenze, vengono allestire strutture mobili con tende che funzionano come veri hotspot temporanei.

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