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Superbonus: volata fino a mezzanotte per salvare il 110% con le Cilas

A questo rischio rimedia la distinzione tra carenze essenziali e mere incompletezze, assicurando a queste ultime una procedura di “soccorso”. Questo accade con frequenza nelle procedure di appalti pubblici, dove esiste una disposizione specifica che regola i casi di probabile integrazione (l’articolo 83 del Dlgs n. 50/2016).

Le possibili integrazioni alla domanda

Applicando il principio che ammette l’opportunità di integrare documentazione incompleta, per garantire parità di trattamento e corretta distribuzione dei benefici, si ricordano i casi dove si e ammessa l’integrazione successiva di quei dati che certamente esistevano prima della scadenza del termine per la loro comunicazione (Tar Cagliari, 188/2022); allo stesso modo, si può allegare successivamente la copia di un documento del quale siano stati citati gli estremi di date numero.

Altresi, l’amministrazione può chiedere al concorrente di fornire chiarimenti volti a consentire l’interpretazione della sua offerta e ad accertare l’effettiva volontà di chi formula un’istanza, superando eventuali ambiguità di espressione e tenendo presente il divieto di danneggiare altre posizioni (Consiglio di Stato 10241/2022).

I requisiti sostanziali

Tra i requisiti sostanziali, quindi, si può distinguere tra i dati certamente esistenti e per disattenzione non riportati nel modulo Cilas (dati fiscali, anagrafici, consensi ed autorizzazioni contenute in scritture private con data ricostruibile) e dati che non possono essere aggiunti, poichè materializzati successivamente al 25 novembre 2022.

Ad esempio, una volumetria di consistenza precaria, non accatastata né documentata fotograficamente, non potrà formare oggetto di integrazione. L’elaborato progettuale potrà alla fine essere sintetico, meramente descrittivo, non necessariamente un disegno quotato (vale a dire con chiare dimensioni).

GN242931

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